Riace rischia il commissariamento: Trifoli era incandidabile

Mer, 26/06/2019 - 09:40

Antonio Trifoli è stato eletto sindaco di Riace lo scorso 26 maggio, una vittoria che aveva fatto molto rumore perché a capo di una lista civica appoggiata dalla Lega, tanto da essere menzionato da Matteo Salvini nel suo discorso post elettorale. A un mese di distanza dall'esultanza per la conquista del borgo calabrese divenuto noto per il modello accoglienza avviato dall’Amministrazione Lucano, si è scoperto che Trifoli non poteva essere eletto. Infatti l'attuale primo cittadino aveva un contratto a tempo determinato con il Comune come ispettore per la sicurezza. Con questa carica in corso non poteva né candidarsi, né tantomeno essere eletto.
Il Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, decreto legislativo 267 del 18 agosto 2000, esprime chiaramente questa impossibilità all'articolo 60, che tratta l'ineleggibilità dei candidati.
La legge è chiara: i dipendenti di un ente locale non possono candidarsi per l'amministrazione per cui lavorano, a meno che non vadano in aspettativa non retribuita. Ma in questo caso devono avere un contratto a tempo indeterminato, non come nel caso di Antonio Trifoli. Il 26 aprile, nel giorno in cui ha presentato la sua lista, il successore di Mimmo Lucano ha chiesto e ottenuto una pausa non retribuita dal lavoro. La giunta precedente ha concesso il permesso e il 30 maggio Trifoli, diventato sindaco, si è auto assegnato un'aspettativa non retribuita fino a fine mandato. Ma questa procedura è fuori legge.

Rubrica: 

Notizie correlate