Ricordando Giuliana

Ven, 02/03/2012 - 18:03
Ricordando Giuliana

I funerali sono sempre tristi ma in città provocano angoscia e sconforto. Un  carro funebre anonimo intralcia il traffico, avanza tra il fastidio e l’indifferenza della gente. Le automobili suonano , dai locali viene fuori musica ad alto volume , intorno persone allegre e vocianti come in una festa.
Martedì a Caulonia è morta Giuliana. Intorno alla Sua bara l’intero Paese: vecchi e giovani, professionisti ed operai, uomini e donne. Non era un “notabile” di paese, non era un magistrato, un parlamentare, un professionista di grido Era solo Giuliana, donna del suo popolo, che non si era mai sposata e forse per questo aveva due grandi amori:  la sua Chiesa, ed il Suo Paese.
I paesi sono desolati, spesso depressi, a volte frustrati, i personaggi positivi, molto spesso, non sono una grande maggioranza.
Giuliana era un personaggio positivo, ironica, con  una grande dote: l’impegno per le cose in cui credeva. Non disprezzava il lavoro degli altri, si impegnava per far ancora pulsare il vecchio cuore del suo Paese.
Mancherà in questi venerdì di “Quaresima”, quando, un cupo coro di voci si fermerà ad ogni quadrivio del vecchio borgo per intonare i “Pater Nostri” . Un rito antico che si ripete uguale da oltre mille anni e ricorda a tutti che “ se oggi siamo in figura domani saremo in sepoltura”.
Questa volta Giuliana è in sepoltura. Tuttavia nei paesi anche il cimitero ha una funzione diversa, non è una discarica per i corpi, ma il simbolo della vita che fluisce, di un passato che si ferma per molto tempo sulla soglia consentendo ai morti di continuare a vivere , a far parlare di sé, a raccontarsi.
Oggi c’è tanta musica a Caulonia, è festa . La “campana” continuerà a suonare ma nei paesi quando viene a mancare un personaggio positivo, sorridente, gioioso, attivo, non lascia soltanto tantissimi occhi luci ma la consapevolezza “di una parte di sé che se ne va”.

Autore: 
Ilario Ammendolia
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