In ricordo di Antonio Mazzone, avvocato e non solo della mia famiglia

Lun, 18/01/2021 - 12:40
La vedova di Franco Fortugno ci descrive il suo rapporto umano con l’avvocato Antonio Mazzone, storico legale di fiducia della sua famiglia, ricordandone le doti etiche e morali, prima che professionali, oltre che la sua capacità di restare impresso nella mente e nel cuore di chi lo ha conosciuto, grazie alla sua signorilità.

Non è facile parlare di chi non c’è più. Non è facile, senza correre il rischio di apparire retorici e scontati. Ma nel caso di Antonio Mazzone non posso non rispondere alle sollecitazioni de direttore della “Riviera” e fornire il mio contributo per ricordarlo, dopo aver già espresso pubblicamente il mio dolore per la sua scomparsa, al tramonto di un anno terribile come il 2020. Mazzone era l’avvocato della mia famiglia, ma questa espressione rischia di essere riduttiva e “impersonale” rispetto al ruolo che, specie negli ultimi 15 anni, ricoprì dimostrando amicizia, stima e non solo professionalità verso tutti noi. Era un giovanissimo legale quando mio padre decise di affidarsi a lui, creando un rapporto fiduciario che non si è mai interrotto. Antonio non mancava mai, anche pubblicamente, di ricordare questa circostanza. E lo faceva con affetto, orgoglio ed emozione. Ci fu vicino nei momenti più difficili della nostra vita, esercitando la nobile e delicata funzione, che aveva scelto come propria missione, con una tensione etica fuori dal comune. L’avvocato Mazzone era un uomo di Diritto, ma soprattutto un uomo di Giustizia, sempre attento alla necessità di costruire un sistema più equo e più umano. Equilibrato, dotato di una sottile ironia, riflessivo, la sua profonda conoscenza giuridica si accompagnava a un tratto umano straordinario, per sobrietà e gentilezza. Senza di lui, il Foro locrese, ma ritengo anche quello calabrese e italiano, sono più poveri, privati di una voce e di un punto di vista autorevole e apprezzato non solo nelle aule di tribunale ma anche in ambito accademico. Restano un incolmabile vuoto e un grande dolore. Quando ci lascia una persona amica, è naturale pensare a ciò che non potrà più darci. Io, invece, trovo che il modo migliore per ricordare chi non c’è più sia far tesoro di ciò che ci ha trasmesso, soprattutto in termini di valori e di principi. Antonio, in questo senso, ha dato tanto a chi ha avuto il privilegio di conoscerlo e, più in generale, alla comunità locrese che lo ha fatto assurgere a punto di riferimento professionale, etico e umano. Antonio Mazzone ci lascia in eredità la consapevolezza che nella vita la signorilità paga sempre. Ed è destinata a rendere imperitura la memoria. Che la terra gli sia lieve. 

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