Ritorno alla terra

Dom, 04/08/2019 - 11:00
Un tempo le nostre campagne erano un paradiso terrestre e i nostri contadini avevano un sapere unico che è andato via via disperso. Ma non tutto è perduto. Sempre più nel mondo si stanno diffondendo nuove idee di sviluppo che sembrano dire a noi della Locride “il futuro è nelle vostre mani”. È il caso di una proposta operativa formulata nei giorni scorsi a Locri legata alla nascita di una filiera per la produzione di mandorle

Sempre più penso allo sviluppo della Locride, ormai anche la notte mi vengono gli incubi nel cercare di capire quali dovrebbero essere le scelte strategiche per realizzarlo. Certamente lo sviluppo economico di un territorio passa dalla capacità di produzione, dalla capacità di creare prodotto interno e favorire le esportazioni. Sempre più nel mondo si stanno diffondendo nuove idee di sviluppo che sembrano dire a noi della Locride “il futuro è nelle vostre mani”, perché si parla di km 0, di impronta ecologica che favorirebbe le culture locali, di inquinamento e protocollo di Kyoto, di clima adatto alla qualità della produzione, culture biologiche e biodiversità. La Locride ha perso un mondo antico che aveva tutte queste caratteristiche, le nostre campagne erano un paradiso terrestre, dove non mancava niente, i nostri contadini avevano un sapere unico che è stato disperso per mandare i figli a lavorare alla Fiat oppure a studiare per lavorare all’ospedale di Bologna o al tribunale di Milano. Questo è il nostro patrimonio, questo è il nostro futuro, tornare a produrre prodotti buoni della terra, anche perché le grosse aziende alimentari stanno invertendo le loro strategie di produzione, stanno cercando di risolvere i problemi di inquinamento che le grandi esportazioni producono, stanno cercando di riportare la qualità nella tavola dei consumatori.
Vi racconto brevemente quello che è successo martedì mattina. Il direttore del dipartimento agricoltura della Regione Calabria Giacomo Giovinazzo ha accompagnato in un tour per la Calabria il terzo produttore nazionale di confetti Claudio Papa, della Dolceamaro srl, azienda molisana. Subito il presidente del GAL Terre Locridee Francesco Macrì ha attivato una serie di contatti perché la Locride fosse una delle prime sedi di questi incontri. Così, presso l’agriturismo “Modi” a Locri, si è tenuto un incontro in cui è stata formulata una proposta operativa per la nascita di una filiera per la produzione di mandorle, che potrebbe portare alla realizzazione di impianti di produzione in tutta la Locride.
Claudio Papa ha spiegato a un grosso numero di imprenditori presenti il motivo di questo suo tour nelle regioni del sud. Ha illustrato brevemente qual è la situazione del mercato internazionale della produzione della mandorla, indicando la California e la Turchia, i maggiori produttori del mondo, in forte crisi, mentre l’Italia negli anni ha perso questo primato. Ha evidenziato anche che una serie di cambiamenti si stanno verificando nel mercato internazionale dell’agroalimentare, come la necessaria riduzione dei trasporti merci per le nuove norme rispetto all’inquinamento. Si è soffermato sul sogno italiano di tornare a comprare nel mercato nazionale, per cui questo tour ha lo scopo principale di creare filiere di produzioni di mandorle nelle regioni del sud. Da qui in poi si è rivolto in termini economici agli imprenditori presenti dando, numeri alla mano, l’idea di quanto possa essere conveniente creare una filiera calabrese del mandorlo, nella quale lui personalmente si impegna, testimoni Giacomo Giovinazzo e Francesco Macrì, ad acquisire una produzione di molti ettari in modo da poter realizzare un impianto di conferimento. Penso che questo esempio dimostra praticamente più di tante parole il valore della terra. 

Autore: 
Rosario Vladimir Condarcuri
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