Robbe: “Perché i sindacati parlano con i giornali e non con la Regione?”

Mer, 09/05/2018 - 18:40

“Apprendo dai giornali della preoccupazione dei sindacati per l’atteggiamento assunto dalla Regione e per non aver trovato nel decreto emanato qualche giorno fa dall’Ente i lavoratori attualmente utilizzati a Calabria Verde, Arsac ed Arpacal tra i soggetti da stabilizzare”.
E’ quanto afferma, in una nota, l’assessore regionale al Lavoro, Angela Robbe.
“In particolare -prosegue la Robbe- i sindacati non comprendono come mai il Governo Regionale, che si era impegnato  a definire la stabilizzazione dei lavoratori impegnati nelle strutture dell’Ente, non abbia poi incluso nel decreto i lavoratori da stabilizzare nelle strutture regionali. In mancanza di risposte e di ritardi incomprensibili ci preannunciano iniziative di mobilitazione.
Prima di provare a dare alcune risposte, soprattutto per rispetto dei lavoratori e per dare risposte alle loro giuste preoccupazioni, qualcosa che non ci è chiara vorremmo capirla anche noi.
Nelle ultime settimane, di certo non ci siamo sottratti a domande, incontri, richieste di appuntamento da parte dei sindacati: i confronti che non si erano ancora tenuti, erano già stati fissati per le prossime settimane. A noi risulta, per affermazioni dirette, che i sindacati si sono dichiarati soddisfatti da questo modus operandi. Allora la domanda sorge spontanea, diceva qualcuno: come mai i sindacati preferiscono porre domande alla Regione attraverso i giornali senza prima aver rappresentato né dal vivo, né con lettera, né per telefono le preoccupazioni che ci esprimono a mezzo stampa? E’ l’atteggiamento di dialogo franco, trasparente e inteso a cercare soluzioni condivise che preoccupa?  Sia chiaro, va bene anche così. La Regione deve dare risposte quando vengano poste, soprattutto quando le domande riguardano la vita dei cittadini”.
“Probabilmente -prosegue l’assessore Robbe- all’interno dei sindacati c’è un corto circuito di comunicazione e noi non lo avevamo capito. Così come non abbiamo capito se dobbiamo credere a quanto ci diciamo nelle riunioni o a quanto leggiamo nelle note stampa.
Sono personalmente convinta, e ne siamo convinti come Dipartimento e come Giunta, che solo attraverso il confronto potremo trovare soluzioni a questioni complesse e fondamentali per la vita delle persone, e cerco di praticare quotidianamente questa convinzione. Nelle ultime settimane abbiamo avuto incontri produttivi e propositivi con diverse espressioni dei sindacati, lavoratori e sindaci che ci hanno posto domande e chiesto incontri: non ci siamo sottratti a domande su questioni difficili come, per esempio, le strade da seguire per garantire la stabilizzazione di lavoratori socialmente utili e di pubblica utilità. E a questioni complesse come stabilizzazioni e precariato non è facile dare risposte, altrimenti le avrebbero già date coloro che consecutivamente hanno gestito il problema da 20 anni, a prescindere dalle appartenenze,  anche in presenza di norme e vincoli di bilancio meno rigidi di quelli attuali. Proprio per la complessità che rappresentano queste questioni vanno affrontate con pazienza, alimentando il confronto e con la consapevolezza che parliamo di persone e di vite per cui dobbiamo muoverci con rispetto, competenza,  umanità e pacatezza, senza sollecitare sentimenti estremi che poi rischiamo di non riuscire a gestire: abbiamo la responsabilità di essere rappresentanti istituzionali, nessuno può strumentalizzare queste vertenze”.
“Ora -aggiunge Robbe- passiamo al decreto e ai suoi contenuti per un resoconto doveroso di quanto accaduto nelle ultime settimane. Non è giornalisticamente interessante fare resoconti, ma credo che quando Corrado Alvaro diceva che la gente “vuol essere parlata” intendesse anche questo: le persone vogliono che vengano spiegate le questioni, vogliono capire a che punto siamo e come intendiamo andare avanti. Lo vorrei anch’io.
Il decreto di stabilizzazione era un atto fondamentale per garantire che venissero trasferite dal Ministero le risorse per liquidare le mensilità 2018 dei lavoratori, in mancanza del decreto, e soprattutto delle risorse per corrispondere le mensilità residue, i sindacati ci avevano fatto sapere che sarebbero entrati in stato di agitazione con i lavoratori.
Il decreto di stabilizzazione, per come previsto dalle norme nazionali, doveva contenere il piano delle stabilizzazioni per gli anni 2018, 2019,2020.
Gli uffici per redigere un piano accurato di stabilizzazione hanno bisogno di attendere i tempi tecnici per la definizione dei piani dei fabbisogni da parte dei soggetti che potenzialmente possono stabilizzare e le valutazioni conseguenti, considerata  l’urgenza di avere il decreto, abbiamo proceduto a presentare un piano di stabilizzazione con le indicazioni delle stabilizzazioni acquisite e ci siamo riservati di integrare il piano nelle settimane successive.
Abbiamo sbloccato le risorse per pagare le spettanze ai lavoratori.
Se non fossero arrivate le risorse i sindacati avevano preannunciato la mobilitazione ed i lavoratori erano vivamente preoccupati, dunque l’accelerazione era necessaria per dare ristoro ai lavoratori.
Garantite le risorse, abbiamo avviato il lavoro di integrazione del piano di stabilizzazione triennale perché sulla base del piano di stabilizzazione il Ministero libera risorse per garantire i pagamenti delle mensilità e potrà definire la quantità di risorse da destinare alla Calabria  per incentivare la stabilizzazione dei lavoratori.
Quante più stabilizzazioni si faranno tanto più incentivi arriveranno per aiutare gli enti a sostenere i costi dei lavoratori, tanto più sarà possibile agevolare nuove stabilizzazioni e, rivedere in aumento il piano per le annualità future.
E’ chiara a tutti la strategicità del piano di stabilizzazione e la necessità di lavorare ad ampliare la platea delle stabilizzazioni: E’ un circolo virtuoso che bisogna attivare, noi stiamo lavorando per questo.Mentre puntualizziamo le stabilizzazioni negli enti regionali stiamo incontrando i sindaci che hanno difficoltà a prorogare e stabilizzare per individuare strade perseguibili, consapevoli che i comuni, soprattutto alcuni, hanno una capacità di spesa ridotte e occorre cercare soluzioni che tengano insieme le esigenze dei diversi soggetti, tutte legittime.
Siamo arrivati sin qui; abbiamo cominciato ad incontrare i sindaci dei comuni in cui è maggiormente a rischio il sistema degli LSU ed LPU, con la convinzione che se lavoriamo in trasparenza e con serietà potremo  sciogliere diversi nodi. Abbiamo incontrato Sindaci, sindacalisti e persone disponibili e molta serietà nell’affrontare le questioni, ne siamo tutti incoraggiati.
Dunque stiamo gradualmente definendo il piano di stabilizzazione, lo stiamo facendo a partire da quanto ci viene detto nelle riunioni e negli incontri, molti rappresentanti sindacali lo sanno, hanno partecipato con noi agli incontri e si sono resi parte attiva.
Nel piano ci sono ovviamente anche le stabilizzazioni previste dagli Enti regionali”.
“Andiamo avanti su questa strada -conclude l’assessore regionale al Lavoro- pensando ai lavoratori, sono il nostro faro: ogni nostra scelta inciderà sulle loro vite e perciò deve essere il pensiero che ci guida. Tutti coloro che conoscono ed hanno un ruolo nelle questioni delle stabilizzazioni e del precariato condividono con noi questo orientamento, almeno così ci è stato assicurato”.

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