A Roccella la 4ª edizione del Memorial di nuoto dedicato ad Andrea Arena

Ven, 21/08/2020 - 10:00
Riceviamo e pubblichiamo

Stretti nel ricordo, ma distanziati nel rispetto delle regole. Di nuovo “A…mare per Andrea”, anche quest’anno, per la quarta edizione del memorial Andrea Arena. Torna la manifestazione di nuoto a carattere non agonistico dedicata al poliziotto roccellese morto nel 2016, a soli 43 anni. L’appuntamento è domenica 23 agosto, con partenza alle 17.00, sul Lungomare lato Sud di Roccella Jonica (spiaggia libera adiacente al lido Beach Club), per nuotare nello stesso tratto di mare in cui Andrea amava allenarsi con gli amici.
Dopo la gara agonistica che l’anno scorso ha visto il mare della 18 volte Bandiera Blu incluso per la prima volta nel circuito nazionale delle gare Federnuoto e ha registrato la partecipazione di circa 150 atleti, quella del 2020 sarà un’edizione in sordina, nel rispetto delle norme anti-covid. Niente gare regionali, solo una nuotata tra amici e conoscenti del poliziotto scomparso. «Ma è solo un arrivederci a Roccella», ci tiene a far sapere il presidente di Fin Calabria Alfredo Porcaro, che dà appuntamento all’anno prossimo per una nuova manifestazione agonistica.
La novità di quest’anno è che “A…mare per Andrea” diventa anche un’associazione, costituita proprio per dare continuità al memorial. «Il momento è delicato - spiega il presidente Vincenzo Mazzaferro - ma non abbiamo voluto interrompere il ricordo. Per questo ci aspettiamo anche questa volta una grande partecipazione ma chiediamo a chi ci sarà di vivere questo momento evitando contatti e rispettando il distanziamento fisico, anche in acqua». All’appuntamento parteciperanno anche l’assessore del Comune di Roccella Alessandra Cianflone e il consigliere Domenico Cartolano.
Cartolano,  titolare della delega allo sport, si complimenta con gli organizzatori «per avere voluto che il memorial si svolgesse anche in momento difficile come questo», e «per voler rilanciare, come ogni anno, quei valori di sport, amicizia, comunità in cui Andrea credeva».

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