Roccisano: “Io sono rimasta ferma, sono gli altri ad aver cambiato posizione”

Dom, 28/08/2016 - 10:01
Dopo essere stata da sempre espressione di un gruppo politico che fa capo al segretario provinciale Sebi Romeo, Federica Roccisano, assessore regionale alla Scuola, Lavoro, Welfare e Politiche Giovanili, ne ha preso le distanze. Abbiamo discusso con lei per fare luce su questo strappo, oltre che sul PD reggino e sulla politica nella Locride.

Sin dalla sua nomina non siamo stati particolarmente soft con lei ma punzecchiare fa parte del nostro mestiere. Temevamo che la scalata di Federica Roccisano potesse arrestarsi rovinosamente come successo per la Lanzetta e che anche lei finisse per invetriarsi nell’aria come un ectoplasma. Ma probabilmente le nostre paure erano infondate e oggi, nonostante qualche scossone, la Roccisano non sembra vacillare neppure sui tacchi. Martedì scorso, di buon mattino, è venuta a trovarci in redazione facendo seguito al suo sorriso contagioso.
Iniziamo subito con un bilancio di questo anno abbondante da assessora…
Il bilancio è abbastanza positivo. Con il Presidente Oliverio ci siamo impegnati senza sosta. Di grande rilievo è la Riforma delle Politiche Sociali con il trasferimento delle competenze dalla Regione ai Comuni, una scelta fatta in maniera partecipata. Da settembre dell'anno scorso abbiamo attivato un tavolo di concertazione con il mondo del terzo settore e dei portatori di interesse, tra cui Anci e parti sindacali, perché la riforma che stavamo portando avanti non avrebbe dovuto assumere dei tratti autoritari ed essere digerita in automatico dai soggetti interessati ma essere condivisa.
Per quanto riguarda il mondo del lavoro, invece, abbiamo fatto fronte a delle problematiche definite erroneamente emergenze. Perché non sono stati una scoperta i 4.500 lsu da contrattualizzare, i 27.000 percettori di ammortizzatori sociali in deroga o il precariato storicizzato che attende il rinnovo dei contratti. Abbiamo agito rafforzando i rapporti con il Ministero del Lavoro, rapporti prima inesistenti, perché da Roma ci vedevano come quelli che con il cappello in mano si presentano a chiedere soldi. In questo anno di assssorato ho creato un rapporto con il Ministero del Lavoro e con Italia Lavoro, l'agenzia dello stesso Ministero, che permette di attuare dei progetti integrati, realizzati in partenariato con Regioni ed Enti Locali, finalizzati a favorire l’inserimento delle categorie deboli nel mercato del lavoro e a sostenere lo sviluppo dei servizi per l’impiego.
Un più e un meno del governo Oliverio?
Una delle attitudini del Presidente Oliverio è quella di stare molto dalla parte dei territori piuttosto che del Palazzo. Per quanto riguarda gli atti concreti, quello che è passato poco sulla stampa è il Piano regionale dei Trasporti che punta allo sviluppo integrato della mobilità su ferro e gomma, difende il sistema aeroportuale e quello dei porti, con particolare attenzione al porto di Gioia Tauro. Altro passaggio importante dell’attuazione del Programma del Presidente Oliverio è il Piano di contrasto alla povertà, una risposta alle 250.000 famiglie calabresi a rischio di povertà relative o assoluta e al numero enorme di lavoratori che hanno perso il reddito senza più ammortizzatori sociali e che sono entrati nel limbo della povertà reale. L'aspetto negativo di questa giunta, invece, è il non essere riusciti a realizzare un mix integrato tra tecnici e politici. Ci sono stati diversi attacchi da parte dei consiglieri regionali nei confronti della giunta tecnica. Ci saremmo dovuti sedere e ragionare di più insieme.
Il PD reggino da anni sta commettendo un errore strategico, un errore a cui Cosenza, invece, è immune. I leader del PD anzichè unirsi e fare fronte comune, preferiscono seguire la “corrente”. Lo  riconosce anche lei questo errore?
Non solo nel PD ma nell’intera classe politica reggina. Riconosco una diversità di attitudine tra classe politica reggina e cosentina. Spesso il PD reggino antepone la leadership personale all'amore per il territorio. Io penso che chi fa politica deve avere principalmente amore e rispetto per il territorio. Se un assessore regionale viene chiamato da un sindaco che appartiene a un corrente diversa del PD o è di un altro partito, l'istituzione ha il dovere di sedersi e discutere con questo sindaco per il bene del paese e della comunità. Tante volte, invece. il PD reggino è portato a negare il proprio sostegno quando il sindaco non condivide lo stesso credo politico. Bisogna distinguere tra vita politica e vita di partito perchè spesso seguono logiche diverse.
Si è parlato nei giorni scorsi di una rottura tra Federica Roccisano, da sempre espressione di un gruppo politico che fa riferimento al segretario provinciale Sebi Romeo, e lo stesso gruppo politico.  Cos’è successo?
Io sono dove sono sempre stata. Sono rimasta dov'ero un anno fa, che è anche dov'ero politicamente due anni fa. Sempre con le stesse idee e con le stesse priorità.
Se lei è rimasta ferma, a spostarsi sono stati gli altri. Che posizioni hanno assunto?
Ci si è persi sul merito delle questioni. Se si inizia a parlare di persone e non di questioni, qualsiasi gruppo politico si sfalda. Se dovessimo sederci a un tavolo, sono convinta che sulle questioni continueremmo ad andare d'accordo. Ma bisogna lasciar perdere le persone, quelle vanno e vengono, I principi restano.
Questa divisione è emersa durante le elezioni della Citta Metropolitana: c’è stato chi premeva per una scelta di partito, chi per il territorio. Lei è stata dalla parte del territorio e quindi della lista “Unire per Unire- Locride Metopolitana”…
Il partito ha "imposto" una persona di cui ho avuto notizia dai giornali perché non c'è stato un coinvolgimento da parte dell'assessore regionale del PD. Dall'altra parte, invece, si ragionava su una rappresentatività del territorio che guarda caso è il territorio in cui vivo, quindi non avrei potuto non sposare la causa.
Lei è di Siderno quindi conosce le ultime vicende che hanno interessato il sindaco Fuda e il PD cittadino. Purtroppo da subito non si è riuscito ad andare verso una stessa direzione...
Da prima di subito! Io ricordo che ai tempi in cui facevo parte del circolo PD di Siderno, c'era un rapporto antitetico con il sindaco Fuda, tanto che io dissi alla segreteria di prendere una decisione: o sì e deve essere sì o e no e deve essere no. Invece è stato un "sì ma..." e il "sì ma..." non lo tieni sotto controllo.
Passiamo al Kaulonia Tarantella Festival. È andata come denunciato da Wanda Ferro: in qualche modo lei ha influito a salvare l’evento, abbassando il tetto minimo del punteggio di ammissione ai finanziamenti, tanto che c’è stato chi si è detto pronto ad innalzarle una statua d’oro?
Innanzitutto vorrei precisare che io ho la delega alla pubblica istruzione, non alla cultura, quindi con gli eventi ho ben poco a che fare. Ho risposto alla Ferro solo perché il sindaco di Caulonia, Ninni Riccio, mi ha fornito l'assist dichiarando, nel civico consesso, che non mi fossi impegnata a far alzare il punteggio della commissione, ed elogiando invece il presidente Oliverio e il capogruppo Sebi Romeo. Paradossalmente devo ringraziarlo perché con la sua dichiarazione ha risposto alle insinuazioni della Ferro. Io non faccio parte della commissione e non mi sarei mai permessa di fare ingerenze su una commissione giudicatrice. Il sindaco Riccio dovrebbe preoccuparsi, piuttosto, del perché il Kaulonia Tarantella Festival, giunto alla sua XVIII edizione, non abbia ancora uno sponsor ufficiale. Il Festival Jazz ce l’ha… forse perché Roccella ci crede.
Il Vice Presidente della Regione Calabria, Antonio Viscomi, di recente ha dichiarato che uno dei nostri mali è il non riuscire a sederci attorno a un tavolo e ragionare insieme per il raggiungimento di un obiettivo comune. Nella Locride in questo momento ci sono dei punti di riferimento con idee di sviluppo che possono creare il futuro. Tra queste idee, il Distretto Turistico Culturale, progetto portato avanti da Rutelli nel 2008, che Oliverio ha ripreso in mano. Può essere un tassello per lo sviluppo del territorio?
Da un anno stiamo cercando di riaprire un dialogo con i sindaci della Locride. Dal 2012 in tutti gli altri territori ci sono stati dei Piani Locali del Lavoro. L’unico territorio rimasto fuori è stata proprio la Locride. Sono riuscita a ritrovare i fondi per finanziare un Piano Locale del Lavoro. Ci siamo riuniti un mese fa e abbiamo pensato che il punto di partenza potesse essere il Distretto Turistico Culturale, perché se il nostro territorio ha una vocazione, questa è proprio il turismo e non si tratta di un turismo di massa perché abbiamo una serie di beni culturali e paesaggistici di estrema rilevanza. Purtroppo la Locride si porta dietro da anni delle zavorre che non vogliono cambiare e non permettono di cambiare nemmeno agli altri. Non mi dispiace che qualche anello sia stato sostituito nelle ultime elezioni comunali…
Il 6 luglio scorso ci ha lasciati Sisinio Zito. In tanti lo hanno ricordato perché tanto di lui c’è da ricordare. Cosa farà Federica Roccisano affinché il suo nome rimanga nella storia della politica della Locride?
Fare politica significa avere una visione e visione deve essere lungimiranza. Sicuramente continuerò a impegnarmi per l’approvazione di un Piano per il Lavoro della Locride, per la messa in rete e l’efficientamento dei servizi delle scuole. Con le scuole stiamo lavorando tantissimo attuando il Piano contro la Povertà Educativa, concentrandoci in particolare sulle zone di Platì e San Luca, insieme a Save the Children, la migliore Ong a livello internazionale che si occupa di bambini. Continuerò a fare il possibile per I giovani e per le categorie più deboli.

Autore: 
Maria Giovanna Cogliandro
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