Rocco di Montpellier: il Santo che diede nuova vita a Casignana

Dom, 17/05/2020 - 17:30

C’è un forte legame che segna la storia di Casignana con la figura di San Rocco, il “Santo della Carità”. La storia racconta di un miracolo del Santo di Montpellier che arrestò una grave epidemia. Da quel momento, San Rocco venne nominato protettore e patrono di Casignana.
San Rocco di Montpellier, in Francia, “Santo della carità”, mise in pericolo la vita per curare i numerosi ammalati incontrati nei vari centri in cui è passato da pellegrino. Il suo modello di vita costituisce ancora oggi per tutti un richiamo potente al Vangelo.
Il culto di San Rocco, guaritore della peste e simbolo di carità cristiana, si diffonde in modo rapido e generalizzato in tutta Europa.
Facciamo un passo indietro, ringraziando il parroco di Casignana, Padre Pietro Lonni, Missionario Monfortano, per il contributo storico che ci ha fatto pervenire.
Casignana, piccolo centro dell’entroterra reggino, geograficamente posto fra la collina e il mare, sorse in seguito alla distruzione di Potamia, intorno al 1349. Diventò poi un piccolo casale della Baronia di Bianco, appartenente ai Marullo di Condojanni prima, e ai Carafa di Roccella poi, fino al 1806. Nel 1807 i Francesco considerarono Casignana “Luogo”, ossia Università, nel governo di Bianco, e con il decreto 4 V 1811 venne riconosciuta Comune nel circondario di Bianco fino a quando i Borboni non suddivisero la Calabria in tre province.
Le calamità naturali e le epidemie succedutesi nel corso degli anni costrinsero i Casignanesi ad allontanarsi dal primitivo insediamento e spostarsi più a monte, lasciando tracce del loro trascorso nel vecchio “Borgo”. Qui, tra vecchie case nobiliari, è possibile ammirare quello che rimane della Chiesa Matrice (XIV sec.), con pianta a croce greca e cripta sottostante, la quale fu demolita, perché pericolante, in seguito al terremoto del 1908; mentre della piccola chiesa dell’Annunziata, più a monte, non vi è più traccia.
Oggi, ad accogliere l’assemblea del Popolo di Dio, è rimasta la chiesa dedicata al Patrono e Protettore “San Rocco”.
Poche notizie si hanno del primitivo impianto. La tradizione riporta alla memoria una piccola chiesa, a una navata, in cui era venerato un quadro di San Rocco. In seguito allo scoppio di un’epidemia, si riporta in una lettera dell’arciprete Stefano Piteri, ci si rivolse al Santo per farla cessare: poiché come per incanto l’epidemia si arrestò, il popolo di Casignana tributò la propria gratitudine a San Rocco nominandolo proprio protettore e patrono.
Il quadro fu sostituito con una statua, datata 1756, tutt’oggi venerata, e una festa fu organizzata la terza domenica di gennaio in ringraziamento dell’opera compiuta.
La chiesa è stata successivamente ampliata da una a tre navate recuperando le colonne in pietra della vecchia Chiesa Matrice, trasportate con carri trainati dai buoi. Dopo il terremoto del 1908 fu consolidata e, nel 1968, restaurata. Nel 2005 subì un ulteriore restauro e consolidamento. Nello stesso anno fu ripristinata e pulita la vecchia Chiesa Matrice e consacrata la cripta dall’allora vescovo della Diocesi di Locri-Gerace, Monsignor Giancarlo Maria Bregantini, in cui furono riordinate le ossa dei defunti.
Nel 2019 la statua lignea di San Rocco e la vara furono sottoposte a un importante restauro da parte della ditta “Partenope Restauri”, di Trapani, che li hanno riportati agli antichi splendori recuperando anche il bastone originarle del pellegrino.
A Casignana c’è anche una splendida Confraternita di San Rocco, molto numerosa e devota.
La festa in onore del Santo Patrono viene celebrata il 16 e il 17, agosto e accoglie numerosi pellegrini che vanno fiduciosi a perorare i loro bisogni al Santo.

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