Salma abbandonata nel cimitero di Caulonia: la replica dell’Amministrazione

Mar, 12/11/2019 - 11:00
L’amministrazione Comunale di Caulonia interviene in merito all’articolo “Un morto senza pace”. In calce, anche la risposta del direttore editoriale Ilario Ammendolia.

In relazione ad un articolo diffuso su un giornale locale in merito ad un mancato seppellimento di una salma, qualcuno addirittura ha scomodato il riposo della povera Antigone quando sarebbe bastato assumere le giuste informazioni. Avrebbe così scoperto che il povero defunto, oltre ad avere due figli, era sottoposto ad amministrazione di sostegno (!), una misura, questa, istituita per quelle persone che, per effetto di un’infermità o di una menomazione fisica o psichica, si trovano nell’impossibilità di provvedere ai propri interessi. In tali casi il Tribunale nomina un amministratore di sostegno che è tenuto (tra l'altro!) a dare decorosa e dignitosa sepoltura all'amministrato.
Ma vi è di più. Interpellato più volte l’amministratore di sostegno in ordine alla spiacevole situazione, questi ha declinato le proprie responsabilità, malgrado fosse stato esplicitamente e formalmente incaricato ad attivarsi in merito dal Giudice Tutelare. Quest’amministrazione non potendo procedere motu proprio alla tumulazione della salma, in presenza di un soggetto preposto dalla legge ad espletare tale incombenza, per mera carità umana e cristiana, ha consentito che la salma continuasse a rimanere ben custodita nel luogo in cui ancora si trova, ossia nella Chiesetta del Cimitero di Caulonia. Numerose le sollecitazioni all’amministratore di sostegno affinchè adempiesse ai propri doveri (di legge ed umani), di talchè si è reso necessario sporgere formale denuncia all’Autorità Giudiziaria per i fatti penalmente rilevanti scaturenti dalla vicenda.
Ben più articolati, pertanto, sono i risvolti di questa triste storia, e di certo la problematica non si riduce alla “miserissima somma di 500 euro” che occorrerebbero per avere in concessione un loculo. Giova ricordare inoltre a noi stessi, che quei civilissimi popoli (a cui si fa riferimento nell’articolo pubblicato) sono noti tutt’oggi, oltre che per la raffinatezza della loro cultura e del loro sapere, anche per essere stati degli esimi giuristi (Zaleuco docet) rispettosi della legge e che se oggi potessero parlare, consiglierebbero certo di assumere le informazioni del caso, prima di emettere sentenze.

L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE

La risposta del direttore editoriale, autore dell’articolo
Legalità, decoro, dignità e pietà umana impongono il dovere civico e morale di seppellire i morti per cui la bara che giace insepolta da 260 giorni nel cimitero di Caulonia Marina deve essere subito tumulata.
Nel mio articolo sulla questione ho detto che “non mi interessa sapere i nomi dei responsabili” di tale sconcio, oggi devo aggiungere che tocca al sindaco quale ufficiale di governo e capo dell’amministrazione comunale provvedere, qualora altri si rifiutassero di farlo. Con la riserva di agire sul piano penale contro eventuali responsabili e sul piano civile per recuperare le spese.
A scanso di equivoci, chiarisco che, nel caso in questione, non si tratta di un cadavere che deve rimanere a disposizione dell’autorità giudiziaria perché la morte è sospetta ma dei resti umani di un poveretto che restano esposti per inconsistenti scuse di carattere burocratico.
È vero, ho sbagliato a “scomodare” l’Antigone nel corso del mio articolo: nella tragedia di Sofocle il dramma nasce dal confronto tra le leggi eterne dateci dagli Dei e le leggi umane rappresentate dal potere di Creonte.
Nel caso in questione ci troviamo dinanzi a piccole pretese di nascondersi sempre e solo dietro cavilli burocratici! Infine non si abusi oltre il dovuto, e in ogni momento, della parola “legalità” che invece si oltraggia oltremodo quando si costringono bambini innocenti a bere acqua all’arsenico (a loro insaputa).
Non si risponda in maniera stizzita al sottoscritto reo di avere sollevato una questione di civiltà ma si ritrovi la parola sulla mancata ricostruzione del ponte Allaro che è diventata una vergogna nazionale nel colpevole silenzio delle istituzioni come i Comuni e la città metropolitana.
Mi fermo! Ma chiarendo che quando ho scritto l’articolo sul morto insepolto non avrei voluto suscitare polemiche verso alcuno essendo io sinceramente e sostanzialmente estraneo a qualsiasi schieramento "politico" ammesso che a Caulonia - e nella Locride - ne esista una qualche traccia. Avrei voluto solo e soltanto porre una questione di umana pietà. Se qualcuno, però, pensasse di metterci il bavaglio, di ridurci al ruolo di “cortigiani” oppure - ed è più grave - ha confuso il nostro pluriennale silenzio per viltà si sbaglia. E di grosso! 

Ilario Ammendolia

 

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