San Luca: l’amato patrono del paese di Corrado Alvaro

Dom, 24/05/2020 - 18:30

A scorrere l’elenco dei nomi di cittadini di San Luca, emerge che Luca l’evangelista, il Santo protettore del centro, non sembra godere della considerazione e del rispetto dei residenti del paese di Alvaro, perché quelli che portano il suo nome si possono contare sulle dita di una mano. Ancora più strano è che la festa cade a fine autunno e spesso, come è già successo, rischia di saltare per colpa delle abbondanti piogge. I nomi più presenti a San Luca, che rimbombano nelle rughe del vecchio paese e anche in quelle del paese nuovo, sono Antonio, Giuseppe, Sebastiano.
È pur vero, però, che a parte queste curiosità, a volte utili a misurare e inquadrare meglio la storia di un paese piccolo o grande che sia, Luca l’Evangelista, quando viene portato in processione per le vie del paese vecchio e di quello nuovo, attira l’attenzione e l’entusiasmo dell’intero paese, che nei due giorni a lui dedicati, il 17 e il 18 del mese di ottobre, lascia ogni cosa da parte per dedicarsi ai festeggiamenti in onore del Santo che ha dato il nome alla cittadina, non fosse altro perché quando, nel lontano 18 ottobre 1592, gli abitanti di Potamia lasciarono il vecchio sito per trovarne uno nuovo, ricorreva la festa di San Luca.
Un canto sanluchese già in uso nell’800 celebra alcuni titoli del Santo, al quale vengono attribuiti i titoli di medico, pittore ed evangelista. Nato ad Antiochia di Siria, la terza città del mondo antico dopo Roma e Alessandria, non si sposò e non procreò figli. Morì a 84 anni in Beozia, colmo di Spirito Santo. Fu uno dei primi che si convertì al cristianesimo. E se è indiscutibile che fosse un medico, come testimonia lo stesso San Paolo, aumentano i dubbi sul Luca pittore, sebbene molte icone della Madonna siano attribuite a lui. Paolo lo chiama infatti “il caro medico”, e anche uno dei suoi collaboratori. In realtà, come spiega padre Stefano de Fiores in un opuscolo dedicato al paese di San Luca, “Memorie storiche a 400 anni dalla Fondazione”, Luca “è stato un fedele compagno e amico di Paolo nell’annuncio del vangelo e nei viaggi dei missionari”. Come scrive ancora De Fiores, “appare come l’interprete del vangelo forse più accessibile degli altri all’uomo occidentale contemporaneo. È più vicino a noi per la sua mentalità e cultura greca, per la sua chiarezza di spiegare, per la sua arte e sensibilità”. È ricordato perché, tra le altre tante cose, ha scritto il Vangelo e gli Atti degli Apostoli, perché è stato chiamato “il teologo della storia della salvezza”, e perché il suo vangelo “è il vangelo della misericordia” o “il vangelo dei grandi perdoni”.
Secondo la testimonianza di San Gregorio Nazianzeno e di altri, San Luca sarebbe morto martire. Ed è sicuro che le sue ossa hanno avuto due traslazioni: la prima a Costantinopoli, sotto Costanzo II, nel IV secolo, la seconda a Padova, al tempo della lotta iconoclasta (741 – 770). In questa città, dopo la ricognizione del corpo avvenuta alla presenza di Alessandro III nel 1177, venne costruita nella chiesa di San Giustina la cosiddetta “Arca di San Luca” (1313), che contiene ancora i resti mortali del Santo evangelista, patrono dei medici e del paese di San Luca.

Autore: 
Antonio Strangio
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