A San Luca la ‘ndrangheta impediva la riscossione dei tributi

Gio, 23/01/2014 - 10:10
Svolta nell’operazione “Inganno”. A beneficiare dell’“agevolazione”, cittadini contigui all’organizzazione mafiosa. Un danno di oltre 80mila euro

A San Luca la ‘ndrangheta impediva la riscossione dei tributi. Si tratta di una svolta collegata all’operazione dei carabinieri “Inganno”, che qualche tempo fa ha portato all’arresto dell’ex sindaco “antimafia” Rosy Canale, coinvolta solo per truffa e malversazione. La mancata riscossione delle tasse in materia di depurazione, ma anche Ici, rifiuti, acqua – si legge in un articolo pubblicato stamattina sulla “Gazzetta del Sud” – secondo gli investigatori è la dimostrazione «del condizionamento di tipo mafioso» che ha portato all’arresto dell’ex primo cittadino Sebastiano Giorgi sempre nell’ambito dell’operazione “Inganno”, coordinata dalla procura distrettuale – ricorda l’autore del pezzo, Rocco Muscari – e ancora prima allo scioglimento del Consiglio comunale per infiltrazioni mafiose.

Vi sarebbero, sempre secondo la procura e la polizia giudiziaria, 74 posizioni individuali che avrebbero provocato, a vario titolo, danni all’erario riconducibili direttamente o indirettamente alle famiglie di San Luca: Pelle “gambazza”, Mammoliti “fischiante”, Nirta “terribili”, Strangio alias “barbaro”, Giorgi “cicero”, Romeo “staccu”, Giorgi “suppera”, Versaci, Manglaviti e Nirta “scalzone”, è l’elenco riportato dal collega Muscari.

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