Sanità: Il 2018 sarà l’anno della svolta?

Dom, 03/12/2017 - 11:40

Sono trascorse due settimane dalla protesta che i primi cittadini della Locride hanno condotto dinanzi a Palazzo Chigi per denunciare le condizioni in cui versa l’ospedale di Locri. Al termine della trasferta romana, conclusasi con il confronto tra i presidenti dell’assemblea dei sindaci e i consiglieri del premier Gabriele de Giorgi e Laura Tempestini, Franco Candia aveva affermato che, nonostante il Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni non avesse potuto riceverli, il viaggio a Roma avrebbe permesso l’apertura di un dialogo con il governo in grado di garantire sviluppi in dieci giorni.
In questo lasso di tempo i nostri primi cittadini hanno intavolato un discorso con il commissario ad acta della sanità Massimo Scura e il direttore generale dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Reggio Calabria Giacomino Brancati grazie all’intermediazione della Prefettura ma, per sapere con precisione quali altri obiettivi siano stati raggiunti, abbiamo interpellato direttamente il sindaco Candia.
«Nonostante al termine dell’incontro di Roma fosse stato annunciato che ci saremmo risentiti con il governo dopo dieci giorni - ci ha raccontato il presidente dell’Assocomuni, - con nostro grande piacere, a partire da quella data, c’è stata un’interlocuzione ricorrente, avviata con il confronto intavolato dal Prefetto di Reggio Calabria il 16 novembre scorso. Già in quella occasione si è potuto prendere visione di una rendicontazione che era stata richiesta a Brancati e, nella giornata successiva, sono state nominate le commissioni per il sorteggio dei giudici nei concorsi privati. Certo, si tratta di piccoli passi, ma non abbiamo mai pensato di poter incassare nell’immediato un provvedimento in grado di rivitalizzare i percorsi con uno schiocco di dita. Siamo consapevoli che le soluzioni messe in campo garantiranno una soluzione purtroppo lenta, ma progressiva, dei problemi del nosocomio di Locri e, anche una volta che saranno state effettuate tutte le 52 assunzioni pianificate da Scura ci si dovrà confrontare ancora per comprendere quale possa essere il passaggio successivo necessario ad assicurare il mantenimento dei Livelli Essenziali di Assistenza alla cittadinanza, perché 52 professionisti non rappresentano la panacea di tutti i mali dell’ospedale. Per questa ragione ci impegneremo a convocare il Tavolo per la Sanità ogni 15-30 giorni, proprio per poter fare un rendiconto dei progressi, un lavoro costante che siamo sicuri di poter svolgere con la collaborazione di tutti gli attori in causa. Lo stesso Brancati, infatti, non ha più l’attenuante di essere un semplice commissario transitorio ma, in qualità di dg, coadiuvato dal direttore sanitario Pasquale Mesiti e da quello amministrativo Elisabetta Tripodi, deve operare senza freni per la messa in atto tempestiva di questi provvedimenti».
Provvedimenti evidentemente non sufficienti per il sindaco di Locri, Giovanni Calabrese che, assieme al senatore Antonio Gentile e al consigliere regionale Francesco Cannizzaro, aveva deciso di correre ai ripari in prima persona annunciando un appuntamento con il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin.
L’incontro che si sarebbe dovuto svolgere il prossimo 6 dicembre, ci ha spiegato Calabrese, nasceva su iniziativa di Gentile e metteva radici nella visita che il senatore ha fatto ad agosto al nostro comprensorio. «Come tutti i politici che mettono piede nella Locride - ha proseguito il sindaco di Locri, - anche lui si è recato all’ospedale per avere contezza di quale fosse la situazione che si vive all’interno della struttura e, giustamente preoccupato per la salute dei cittadini, mi aveva già promesso in quella occasione che avrebbe fatto quanto in suo potere per riportare la sua esperienza nelle stanze di potere. Quando ha preso forma la protesta romana dell’Associazione dei sindaci della Locride, il senatore si è giustamente fatto da parte in attesa di sviluppi e, quando questi sono giunti, a mio parere, solo con il contagocce, l’ho pregato di attivarsi nuovamente in nostro favore al fine di stimolare una soluzione più immediata al problema dell’ospedale di Locri».
Bypassando le critiche di strumentalizzazione politica, ricevuta la notizia dell’incontro, Calabrese ha provveduto a contattare Rosario Rocca per organizzare assieme all’Assocomuni una delegazione di sindaci che potesse incontrare la Lorenzin e stimolare interventi urgenti nell’esclusivo interesse dei cittadini.
L’importanza dell’incontro con il Ministro, secondo Calabrese, risiedeva nella povertà delle contromisure promesse da Brancati e Scura durante l’incontro in Prefettura, da lui giudicate, differentemente da quanto fatto da Candia, del tutto insufficienti a risolvere la situazione.
«I reparti - ha dichiarato sconsolato il sindaco, - continuano a essere in condizioni pietose, molti di essi sono al collasso, molti altri non possono trattare le emergenze, e non ci venga detto che sono partite le assunzioni, perché la maggior parte di esse, purtroppo, sono solo la stabilizzazione dei lavoratori già presenti nella struttura. Dobbiamo avere l’onestà di ammettere che la situazione che abbiamo dinanzi agli occhi non si può risolvere con interventi ordinari. Il Ministro deve prendere atto che la situazione è talmente grave che soltanto lei può concretamente fare qualcosa. E non faccio riferimento a interventi complessi o improbabili, ma alla semplice attuazione del piano aziendale che decreta che la struttura di Locri è un ospedale Spoke. Siccome è già così sulla carta, adesso diventi così anche concretamente. Di piccoli interventi, in questi anni, ce ne sono stati moltissimi, ma non hanno sortito gli effetti sperati, ecco perché abbiamo bisogno di risultati».
Dello stesso avviso di Calabrese, ma con la dovuta aspirazione di allargare il discorso a tutta la Calabria, è il presidente della regione Mario Oliverio che, nella giornata di mercoledì scorso, ha incontrato a Catanzaro i sindaci calabresi chiedendo loro supporto nella battaglia che ha intenzione di intraprendere contro il commissariamento della sanità regionale.
«Pretendo la rinegoziazione del piano di rientro - ha dichiarato il governatore annunciando di aver ottenuto udienza dalla Lorenzin per martedì - e che ci venga consentito di avviare un’opera di riqualificazione del sistema sanitario. Sette anni di commissariamento, infatti, hanno sbagliato proprio nel seguire un’impostazione da taglio lineare che non ha mai puntato davvero sulla riqualificazione dei servizi, motivo per il quale oggi la situazione, anziché essere migliorata, è andata peggiorando».
L’incontro della Lorenzin con Oliverio, che di fatto annulla quello che si era già appuntato sulla sua agenda personale Calabrese, non parlerà naturalmente del solo ospedale di Locri ma, ci auguriamo, potrebbe essere comunque il punto di partenza per un provvedimento a tutto campo in grado di riconsegnare nelle mani della regione le redini della sanità e di regalare ai cittadini calabresi che necessitano di prestazioni mediche un 2018 un po’ meno stressante.
Checché ne dica Wanda Ferro che, riprendendo le dichiarazioni fatte da Oliverio qualche settimana fa, nella stessa giornata di mercoledì ha sottolineato che i proclami del governatore continuano a susseguirsi senza che vengano attuate azioni concrete, anche durante l’incontro con i sindaci il presidente della Regione ha assicurato di essere pronto a tutto pur di ridare una sanità degna di tal nome ai suoi cittadini.
«Andrò a Roma martedì per un atto di cortesia istituzionale - ha infatti dichiarato il Presidente della regione, - ma se non ci saranno risposte, lo dico fin da ora, vorrà dire che sarà arrivato il momento di mettere in pratica le azioni clamorose che ho già annunciato tempo fa. Tra mercoledì e giovedì riconvocherò la conferenza dei sindaci e sulla base delle risultanze di Roma (degli atti concreti che verranno approntati) mi confronterò nuovamente con voi sindaci per risolvere le singole emergenze».
Durante questo lasso di tempo, l’Assemblea dei sindaci della Locride attenderà con trepidazione gli sviluppi di un dialogo che Candia resta convinto di aver contribuito ad alimentare.
«Non posso non pensare - ha infatti affermato il presidente dell’Assemblea, - che l’apertura del Ministro sia stata dettata anche dalla nostra protesta romana. Quali che siano le parti politiche che discuteranno con la Lorenzin, comunque, ciò che davvero ci interessa è la funzionalità della struttura, motivo per il quale accogliamo con positività questi nuovi sviluppi che tuttavia giudicheremo con la consueta severità e oggettività».
In attesa di ascoltare le parole del Ministro, giovedì sera i parlamentari calabresi del PD hanno teso una mano a Oliverio facendo approvare a Montecitorio un Ordine del Giorno nel quale veniva richiesta la fine del commissariamento della sanità regionale e, per tornare nel nostro comprensorio, è già convocata per domani pomeriggio una nuova assemblea dei sindaci della Locride sul medesimo argomento; un segnale incontrovertibile della volontà della nostra politica di chiudere una volta per tutte il travagliato capitolo sanitario territoriale.

Autore: 
Jacopo Giuca
Rubrica: 

Notizie correlate