Sanità: La Regione cerca lo strappo sui precari, e Cotticelli apre agli idonei

Dom, 06/10/2019 - 12:00

Nella giornata di lunedì il Consiglio Regionale della Calabria ha approvato all’unanimità una proposta di legge con la quale si cerca di salvaguardare i contratti dei lavoratori che operano nelle strutture ospedaliere regionali. La norma prevede la proroga fino al 31 dicembre di tutti i contratti a tempo determinato flessibile, che interessano non solo tutti quei lavoratori che hanno già ricevuto notifica di licenziamento a breve termine, ma anche quelli che sono già stati liquidati nelle scorse settimane.
La norma, già ribattezzata legge “salva precari”, nasce dal testo bipartisan proposto dai consiglieri Michele Mirabello, in forze al Partito Democratico, e Baldo Esposito, del Nuovo Centro Destra, e cerca di perseguire l’obiettivo di garantire i servizi essenziali della sanità oggi messi a rischio dalla carenza di personale.
Nonostante l’inedita intesa tra maggioranza e opposizione in un Consiglio Regionale dimostratosi spesso scisso anche all’interno della stessa corrente politica, tuttavia, l’approvazione di questa proposta di legge non è purtroppo risolutiva per tutti quei lavoratori che rischiano di rimanere in mezzo a una strada amplificando i disagi di un’utenza sempre più disperata. Il famigerato commissariamento del settore sanitario della nostra Regione, infatti, unito ai pieni poteri che l’ex Ministro della Salute Giulia Grillo ha elargito al commissario ad acta, rende la norma approvata dal Consiglio Regionale più che altro un atto di indirizzo, sul quale si attende il giudizio finale di Saverio Cotticelli.
«Lo sappiamo che questa è materia di competenza del commissario - ha affermato il consigliere Mirabello ai microfoni dei colleghi della Rai, - e sappiamo altrettanto bene che il Consiglio Regionale ha dei vincoli in ordine alla materia sanitaria che sono noti a tutti, per cui c’è il rischio della declaratoria di incostituzionalità. Ma sappiamo altresì che non possiamo più aspettare. Abbiamo deciso tutti insieme di fare questo strappo proprio nella consapevolezza che il tempo che scorre è tempo che viene sottratto ai servizi per gli utenti e ai diritti dei lavoratori».
«Si tratta in un certo senso di una forzatura - ha ammesso durante il proprio intervento anche il presidente Mario Oliverio, - ma di fronte all’emergenza sanitaria era necessario un atto di responsabilità». Le parole del governatore si sono poi concentrate più che altro sull’interlocuzione avviata con il Ministro della Salute Roberto Speranza, con il quale, oltre alla proroga delle graduatorie che scadono il 31 dicembre, è stato discusso anche un emendamento per spostare la finestra della legge Madia alla fine del 2019. «Solo così - ha commentato Oliverio, - molti precari potranno raggiungere i 36 mesi necessari per avere diritto alla stabilizzazione».
Da parte del Consiglio Regionale, insomma, c’è stata la volontà di aprire un seppur piccolo spiraglio per i precari e gli OSS esternalizzati, eppure, nelle ore immediatamente successive al Consiglio Regionale, la situazione si è evoluta nel più inaspettato dei modi.
Il testo della “salva precari”, infatti, non aveva soddisfatto per niente gli idonei dei concorsi, che hanno assediato l’ingresso di Palazzo Campanella chiedendo lo scorrimento delle graduatorie e minacciando altrimenti ricorsi ed esposti in Procura. Nel provvedimento, in verità, c’è un passaggio che li riguarda: “una volta definiti i fabbisogni di personale di ciascuna azienda sanitaria ed ospedaliera - si legge nel testo, - si dovranno assumere, entro il 31 dicembre 2019 e sui posti disponibili, i vincitori e gli idonei”, ma Cotticelli avrebbe deciso di rispondere al tentativo di forzargli la mano del Consiglio Regionale partendo invece proprio da questi ultimi.
Il commissario aveva già messo le mani avanti lo scorso 26 settembre, quando si cominciava a parlare della proposta regionale. «Pur soffrendo per le conseguenze umane la legge è invalicabile - aveva annunciato. - Mi è stato infatti vietato di fare assunzioni perché le 500 posizioni rappresentano un numero che purtroppo non è stato assorbito dai pensionamenti, come invece speravamo». Una posizione granitica che, anche nelle ore successive al Consiglio Regionale, il generale non ha voluto dismettere.
Per non lasciare totalmente inascoltato l’appello non tanto della politica, quanto dei lavoratori, tuttavia, Cotticelli ha quindi annunciato mercoledì mattina di aver chiesto al Ministero dell’Economia e delle Finanze lo sblocco di circa 400 assunzioni da non ricercarsi però tra i precari che la Regione Calabria stava cercando di salvaguardare, ma proprio tra il personale inserito nelle graduatorie degli idonei che si lamentava di non essere stato preso in considerazione dalla norma “salva precari”.
Una mossa che sottolinea il clima di tensione in vigore tra Regione e Commissario e che differisce una volta di più la risoluzione di questo complicato braccio di ferro istituzionale.

Autore: 
Jacopo Giuca
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