Sanità: qualcuno riuscirà a non far revocare i vecchi finanziamenti?

Dom, 19/07/2020 - 11:30

Se vi capita di passare da Locri fate una visita all’ospedale, vedrete una struttura vecchia e molto mal messa, in cui il colore dominante è quello della ruggine, che si scorge un po’ dappertutto. La sanità nella Locride è un vero disastro, è la dimostrazione che questa terra è stata abbandonata veramente. Pensate che, nell’ospedale di Locri, gli ultimi lavori pubblici finanziati sono stati realizzati nel 1997, in un periodo in cui la giunta regionale di centrodestra, che vantava tra le sue fila due assessori della Locride, Pietro Fuda ai lavori pubblici e Giovanni Filocamo alla sanità, finanziò tre opere d’adeguamento del reparto di rianimazione, le nuove sale operatorie di chirurgia e l’elisuperfice. Era il periodo in cui l’ASP era guidata dalla Stroili. Da allora niente, anche se negli anni sono stati varati alcuni finanziamenti mai realizzati, come l’adeguamento dei reparti di degenza agli standard vigenti per circa 14 milioni, e la Casa della Salute di Siderno per oltre 9 milioni, oltre il completamento del poliambulatorio di Caulonia per circa 700mila euro. Questi sono progetti finanziati che giacciono da molti anni presso l’ASP di Reggio Calabria, senza che riescano a diventare realtà. La cosa più importante che vorremmo tenessero a mente i nostri politici, tuttavia, è la ricerca che abbiamo fatto: cercando maggiori informazioni abbiamo infatti rivolto alcune domande a Roma, da dove ci hanno comunicato che, qualora questi finanziamenti non venissero sbloccati entro la fine dell’anno, verrebbero revocati. Oltre al danno, quindi, la beffa di perdere dei soldi destinanti alla salute della Locride.
E questo proprio mentre la sanità calabrese vive proprio il suo peggior periodo: ricordiamo, per i più smemorati, che la Calabria era stata commissariata già al tempo del governo Scopelliti e che solo dopo tanti anni di commissariamento gestito dal fiorentino Massimo Scura si era arrivati a una rottura netta con il presidente Mario Oliverio. Nella Locride, nel frattempo, alla fine di ottobre 2018 i sindaci, affiancati dai cittadini esasperati, avevano organizzato un Sanità Day successivamente evolutosi in due mesi di presidio presso l’ospedale, durante i quali era stata presentata una piattaforma per la soluzione dei problemi della sanità nel nostro comprensorio. Il primo e più importante punto era la costituzione di un’unità strategica, un tavolo tecnico tra ASP, direzione dell’ospedale di Locri e sindaci che sembrava essere a un passo dalla realizzazione quando il direttore Pasquale Mesiti aveva organizzato una serie di incontri a partire dai quali si poteva costruire un nuovo futuro per l’ospedale di Locri. Ma il destino cinico e baro è intervenuto con la scure di un programma di inchiesta che ha determinato la fine di quegli incontri, il “decretino” del Ministro Grillo e via discorrendo.
L’aspetto più angosciante di questa situazione e che, schiacciati da due leggi discriminatorie come quella sullo scioglimento dei Comuni e quella delle interdittive antimafia, che hanno finito loro malgrado con l’ampliare le differenze tra Nord e Sud del Paese, passa l’idea che solo la ‘ndrangheta faccia investimenti nella Locride e che, pertanto, richiedere denaro pubblico renda in automatico mafiosi.
Una triste realtà che rende necessaria e urgente una battaglia per cambiare lo stato delle cose. Altrimenti la revoca di questi fondi potrebbe significare perdere tutto.

Autore: 
Rosario Vladimir Condarcuri
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