Sarà presto pubblicato il primo volume di poesie di Cristina Bargna

Lun, 06/10/2014 - 17:13

“Abbasso gli occhi, la porta si chiude, si trema di paura. Nessuno deve entrare e guardare…”
C'è tutto lo charme femminile nelle poesie della Bargna: quello sbirciare, quel avvalersi di mezzi toni, di situazioni intriganti che ti lasciano col fiato sospeso. Dunque  si tratta di una poesia che turba ed assilla, che ti salta addosso e ti spinge  a penetrare sempre più in profondità, senza ricavarne la pace, anzi aizzando nel lettore i turbamenti  più spinti.
Come poi la poetessa sa far entrare nell'odissea della sua anima  la sacralità dei suoi sentimenti è problema  che turba e affascina il critico che vuole uscirne con  risultati di certezza e di bellezza naturalmente.
La protagonista appartiene alle donne appassionate e tentatrici. C'è in quell'abbassare degli occhi non tanto il pudore quanto la tentazione di ciò che sta per compiersi. E'  esso che dà l'imprimatur  all'azione erotica. Ma  a questa tentazione è  il verso “ la porta si chiude” nel quale il tonfo del legno  si registra nella mente di chi legge, che libera l'immaginazione e ferve dentro come un fuoco ardente... Quella porta è la porta del mistero, della tentazione, dell’ infrazione del lecito. E la forza barbara di questi due momenti trova il suo  punto di forza in quel “ si trema di paura”, nel quale  la trasgressione per un attimo si veste di umano tremore. Tutto sta per scoppiare, per compiersi.
“Nessuno deve entrare e guardare”. La profanazione diventa sacralità. La poetessa è presente, distilla i momenti, induce a credere al finimondo, all'atto carnale. Il lettore è preso e conquistato. Ecco la novità: la poetessa-protagonista non vuole ferire e morde diamanti per cancellare i suoi arnesi di offesa. Ma si potrebbe credere che il pensiero primo della poetessa fosse quello di  scorticare l'uomo invisibile ed inesistente, forse. Il cuore è gonfio di chissà. Anche lei non sa cosa sta per accadere, cosa accadrà in quell'anfratto , in quel buono nascondiglio dei “ti amo”. I  momenti di questa poesia non restano chiusi nell'alone di mistero e di eros che la poetessa ha creato. Nulla resta in quel nascondiglio  se non quanto la poetessa non dice ma lascia intendere. Quando poi riusciamo a conoscere la poetessa ci accorgiamo che si tratta di una donna indubbiamente intelligente, ma certamente pudica, tenera e incapace di parlare a voce aperta di tali argomenti, che evidentemente ha dentro la sua anima.
Ecco una poesia ricca di  pathos, fervida di ammiccamenti e di intrigo  tessuta con la maestria di una grandissima  regista: “Abbasso gli occhi, la porta si chiude,/ si trema di paura./ Nessuno deve entrare e guardare./ Mordo diamanti così non avrò denti per ferire:/ Mentre il cuore è gonfio di  -Chissà--./ Questo anfratto buio sarà / un buon nascondiglio dei -Ti amo”Una poesia che ha nelle sue cadenze le impronte.
Sarà pubblicato quanto prima il volume di poesie della poetessa Cristina Bargna che si annuncia come un mondo poetico  maturo ed originale, ma anche o forse, soprattutto, pieno di passione e di sensualità spontanea e schietta. Quello della poetessa di Suello (Lecco) sarà un libro destinato a far parlare di sé per la schiettezza e il coraggio del dettato poetico. Si tratta di una poesia nuova e diversa, tirata fuori da dentro il cuore e sollecitata da un impianto  gonfio di aspetti sensuali e ingenui nel contempo. Il nodo più difficile da sciogliere è la difficoltà di sciogliere il dilemma tra poesia  immaginaria o poesia calata su fatti veri.
Chi conosce l'autrice sa bene che questo modo di fare poesia in un terreno che scorre tra  realtà camuffata e la spontaneità consacrata alla schiettezza dell'animo della poetessa, creano nel lettore  un'ansia, un’inquietudine  che rodono la nostra ragione e creano come motivo d'interesse il sentiero scottante di una poesia rivelazione o di una poesia confessione che allude a fatti e azioni di natura sottilmente  erotici e e passionali.

Autore: 
Carlo A. Pascale
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