Saverio Caruso: l'amico di Bush nato sotto i rigidi cieli di Platì

Dom, 14/06/2015 - 10:29
La morte, come la vita, di Caruso è passata in sordina. Non c'è traccia di lui sul web se non l'annuncio dei suoi funerali, celebrati mentre a Platì stava per aver inizio il teatrino dei pettoruti della politica.

In pochissimi conoscono Saverio Caruso, un uomo nato per non dare noia a nessuno. È stato presidente dell'Associazione Psichiatrica del nord-est dell'Ohio e membro a vita degli Illustri dell'Associazione Psichiatrica Americana, che di recente lo ha celebrato con un premio e un riconoscimento per l'eccellente lavoro nel suo campo. Faceva parte del consiglio di fondazione della Northeast Ohio University College of Medicin ed era quarto grado (il più alto) dei Cavalieri di Colombo, l'organizzazione cattolica di servizio fraterno più grande al mondo, con un patrimonio di miliardi di dollari. Nel 1992 tra gli eletti nella squadra capitanata dal presidente americano George Bush c'era anche Saverio Caruso.
Saverio Caruso è nato a Platì nel 1925. È morto lo scorso 4 maggio. In quei giorni stava per aver inizio il teatrino dei pettoruti della politica che hanno mostrato all'Italia intera il volto peggiore di Platì, oltre che il loro. Platì è stato descritto come un paese in cui chi viene da fuori è al sicuro solo se accolto in chiesa. Un paese dove c'è solo la 'ndrangheta, anzi peggio: c'è solo la paura della 'ndrangheta. Qui i ragazzi crescono per strada - hanno detto i "civilizzatori" - come se la strada fosse sterile e incapace di partorire il genio. Le loro notti - hanno lasciato intendere - non hanno né luna, né stelle ma solo rigidi cieli.
La morte di Caruso sembra un segno venuto dai rigidi cieli di Platì.
Perchè Paltì non è solo responsabile di quell'ammorbante aborto spontaneo dei mammasantissima ma ha anche messo al mondo lamine di giada come Saverio Caruso, una pausa di luce dirompente mentre tutto lo swing della politica dondola in un momento intollerabile. Da voltastomaco. La morte, come la vita, di Caruso è passata in sordina. Non c'è traccia di lui sul web se non l'annuncio dei suoi funerali. Qui, in calce, si invita a non donare fiori ma contributi a una società che assegna borse di studio a chi ha intrapreso una carriera nel campo della medicina. I grandi non hanno bisogno degli strombazzamenti convulsi della vanità più isterica. Da sindrome premestruale. I grandi vivono in sordina e nascono per non dare noia a nessuno.
Non come quella politica da social network che sta tentando di "colonizzare" Platì, un miscuglio di rimmel e pattume in cerca di brandelli di gloria. Un rifrittume dove è stato usato il più scadente e tossico olio di colza. Platì non ha bisogno di colonizzatori anzi dovrebbe tenere bene a mente la frase pronunciata da un leader della lotta contro il dominio britannico, Jomo Kenyatta, che fu anche il primo presidente del Kenya indipendente: "Quando sono arrivati qui i bianchi, avevano con loro soltanto la Bibbia mentre noi avevamo le nostre terre. Ci hanno insegnato a pregare con gli occhi chiusi: quando li abbiamo riaperti i bianchi avevano le nostre terre e noi avevamo la Bibbia". Non vorrei che Platì un giorno si ritrovasse sola, derubata della sua essenza, e con bandiere ridotte in cenci e simboli di partito scarabocchiati sui muri.

Autore: 
Maria Giovanna Cogliandro
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