Scilla IGT: il vino in cui par di sentir le omeriche sirene

Lun, 14/10/2019 - 16:20
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E mentre Cariddi inghiotte e rigetta tre volte al giorno l'acqua del mare creando dei vortici monumentali, Scilla attenta alla vita dei naviganti con le sue sei teste cercando di ghermirli, caratteristici vigneti a terrazzo dominano gli scogli delle Sirene e dell'antico castello dei Ruffo. Così pittoresca e affascinante, la cittadina dei vini ad IGT “Scilla” rossi e rosati, come un'aquila, discende dal promontorio verso le baie Chianalea e Marina Grande formando declivi intrisi di bellezza e plasmati per dar spazio a questi suggestivi vigneti incastonati tra il mare e le montagne. Anche in questo caso, non è fuori luogo parlare di viticoltura eroica compiuta in un paesaggio sagomato da filari di Prunesta, Malvasia Nera, Nerello, Gaglioppo e Nocera, che si affacciano sullo Stretto e dai quali si ricavano vini con una marcata identità territoriale. Servito preferibilmente fresco, il rosso, profondamente rubicondo, si esibisce nel calice in maniera decisa e vigorosa sfoggiando provocanti riflessi violacei. Un attacco determinato, pungente, vinoso e alcolico al naso, con sottofondo di note salmastre. Si apre poi su intensi sentori di confettura di ciliegie con punte speziate e un bouquet fine e intenso di aromi floreali, viola e rosa. Sorso morbido, al limite dell'abboccato, dalla trama gustativa rotonda, tannini sferici e ritorni coerenti con la via diretta. Privo di armonia e complessità, lunghezza e profondità, si fa apprezzare per la particolarità di alcune suggestioni "marine", per la freschezza e la dinamicità della beva e per i fragranti aromi fruttati. Un sapiente prodotto che porta scritto nel suo patrimonio genetico una profonda vocazione vitivinicola. Un vino saporito e unico, dove la potenza del Gaglioppo gareggia con l'eleganza e la frutta del Nerello, conducendoci nell'incanto ammaliante e dolce dei canti delle omeriche sirene.

Autore: 
Sonia Cogliandro
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