Se la puzza è di Stato…

Dom, 07/07/2019 - 11:20

Col caldo sciroccoso le puzze subiscono un’amplificazione che pervade l’ambiente, ogni posto ha le sue puzze. A Locri, ad esempio, durante la stagione estiva non si può passeggiare per il corso principale perché dai tombini delle acque bianche (sic!) salgono effluvi che inebriano di acque nere, nerissime. Ma queste sono puzze private, nel senso che si tratta di privati che irrorano le condotte con i loro reflui fognari per non essere collegati alle pubbliche fognature, che ci sono. Poi sono private anche nel senso di privare i cittadini a poter vivere la loro giornata socializzando per le vie e per le piazze; in verità l’amministrazione Calabrese qualche anno addietro un tentativo di censire le abitazioni del centro non collettate lo fece, ma non se ne ebbe notizia. Altro discorso è quello della puzza di Siderno. Qui la puzza è diventata parte del paesaggio, come quando ci si affaccia da un posto panoramico e davanti a uno scenario di straordinaria bellezza se ne respirano gli odori e si viene rapiti al punto di rischiare la Sindrome di Proust. Si definisce così il risveglio della memoria attivato dagli odori, dal nome del grande autore di À la recherche du temps perdu, riportato all’infanzia dal profumo di una madeleine. Gli esercizi commerciali e le strutture alberghiere stanno pensando di organizzare i “Puzza tour” sulla scia dei già sperimentati “Mafia tour” siciliani. Come diceva il vescovo Giancarlo Maria Bregantini è necessario trasformare le criticità in specificità.
Odore e sentimento L’odorato è una intelligenza sensoriale complessa, fisiologica e psicologica. Respirando, annusiamo il mondo e le persone reagendo agli odori in modo istintivo: una fragranza deliziosa allieta l’umore, un fetore disgustoso ci allontana, un profumo conturbante ci innamora, un tanfo mefitico ci fa imbestialire. Il senso dell’olfatto è connesso al sistema limbico del cervello, l’area arcaica e profonda dell’emotività. Quel che passa per il naso entra nell’anima e influisce su quel che passa per la testa. E cosa passa per la testa ai cittadini di Siderno? Agli ospiti occasionali e non? Che quando la puzza veniva dalla ex BP essa era considerata un affare di stato oggi invece la puzza è proprio di Stato quindi come tutti gli affari di Stato è sacra e inviolabile.
Odorare è ricordare.
Quante volte vi è capitato di viaggiare nel tempo sull’onda di un ricordo evocato all’improvviso da un odore, un profumo, un effluvio? L’olfatto ci regala questo potere straordinario, facendo riaffiorare in modo vivido e intenso emozioni, eventi, stati d’animo e sensazioni vissuti in passato, preservati nei meandri della memoria episodica autobiografica. Nessun altro stimolo sensoriale ha la stessa capacità, né è durevole quanto i dati olfattivi. A distanza di anni, il sentire del naso ci restituisce intatti momenti di vita, voci, atmosfere, colori.
Un potente senso di difesa.
L’odore è la risposta che il cervello elabora quando riceve uno stimolo olfattivo. Sono le cellule sensoriali dell’epitelio olfattivo, i recettori nell’apparato nasale e retronasale, a captare le molecole aromatiche e a trasdurre il segnale. Uno stimolo spiacevole, un cattivo odore, è una spia d’allarme: la puzza di uovo marcio dei composti solforati presenti nei cibi deteriorati, per esempio, ci avverte del pericolo di consumarli. La puzza del San Leo ci avverte che siamo a Siderno, capitale della Locride.
Bregantini ha seminato bene. Siderno ha una specificità non più una criticità.

Autore: 
Arturo Rocca
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