Sebastiano Giorgi torna libero

Sab, 26/07/2014 - 16:26

Lo hanno etichettato come presunto appartenente alla 'ndrangheta, in particolare associato con le consorterie che operano nella locale di San Luca. Eppure Sebastiano Giorgi era fino a pochi mesi prima il sindaco, democraticamente eletto, del paese che ha dato i  natali a Corrado Alvaro. Per assegnarli la patente di mafioso, non certo ambita da alcuno specie da un professionista come l'ex amministratore, si è dovuto prima sciogliere il comune per infiltrazioni e/o collusioni con ambienti criminosi, specie nell'accaparramento degli appalti pubblici, sui quali vi sarebbe stato un trust composto dalle maggiori famiglie in odor di 'ndrangheta di San Luca. Il 12 dicembre dello scorso anno il dottore Giorgi è stato arrestato su ordine del Gip distrettuale, che ha firmato la richiesta della Dda reggina, la c.d. “Operazione Inganno”. A distanza di 15 giorni il tribunale del riesame di Reggio Calabria ha accolto la richiesta dell'avvocato Rosario Scarfò che ha dimostrato l'estraneità dell'ex amministratore dal presunto sodalizio criminoso ipotizzato dalla Dda, ottenendo la riqualificazione della provvisoria imputazione in quella di concorso esterno ad un'associazione mafiosa. Una sorta di favoreggiamento che segnava un punto a favore della tesi difensiva, che proseguiva il difficile cammino di cercare di restituire dignità a Sebastiano Giorgi, che le manette gli avevano tolto e che il carcere preventivo, prima a Frosinone poi in riva allo Stretto. Per confutare la tesi della procura antimafia l'avvocato Scarfò ha presentato documenti e atti e un'articolata memoria difensiva relativi alla vita privata e all'attività politico-amministrativa del proprio assistito. La Cassazione, che forse ha meno timore di alcuni giudici verso altri, ha dato ragione al 48enne ex sindaco annullando con rinvio per un nuovo esame. Nelle more il gip dispone, su richiesta dell'avvocato Scarfò, l'annullamento della misura cautelare ordinano l'immediata liberazione dell'ex sindaco.
Sette mesi di carcere preventivo e pregiudizievole, poi la libertà ottenuta  solo dopo il deposito e il chiarimento del contenuto di centinaia di atti e documenti pubblici, dai quali è emersa l'estraneità da qualsivoglia ambiente criminoso di Sebastiano Giorgi. I tempi che hanno scandito la vicenda dell'ex sindaco di San Luca rappresentano forse meglio di tante considerazioni l'emergenza democratica di un territorio in pratica sottoposto ad un commissariamento generale negli enti locali e forse anche nella quotidianità. Il 3 ottobre ci sarà comunque la prima udienza del rito abbreviato davanti al Gup distrettuale.

PS. Per uno degli appalti pubblici di San Luca, in pratica contestato anche a Sebastiano Giorgi, che la Dda reggina ritiene sia stato “accaparrato” dalla 'ndrangheta, ovvero quello ricadente nei Pon sicurezza e denominato “Lavori di ristrutturazione della Casa della legalità e della cultura di Polsi”, il tribunale di Locri una settimana fa ha mandato assolti, dopo due anni di processo, i tre imputati con formula piena.

 

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