Seby Romeo: “Non mi candido, spazio ai giovani e alle donne”

Dom, 20/12/2020 - 11:30

Sei una figura di spicco del panorama politico calabrese e stai dedicando a questa attività una buona parte della tua esistenza. Quale definizione daresti della politica e della sua funzione nella tua vita?
Sin dai tempi della scuola ho vissuto la politica in modo totalizzante, la vedo come impegno per il bene comune e come passione per il cambiamento, migliorare lo stato delle cose è la definizione che darei al senso dell’impegno politico. Oggi si confonde spesso la politica come un esercizio utile alla propria carriera e all’affermazione di interessi personali e, difatti, il carrierismo, il personalismo e l’individualismo sono il prodotto di una degenerazione che negli ultimi decenni ha alimentato l’antipolitica e il populismo. L’influenza di mio padre e della mia tradizione famigliare è stata importante nelle mie scelte valoriali; ho avuto una formazione che mi ha sempre fatto guardare alla politica come un impegno contro le ingiustizie e le disuguaglianze, quindi è stato naturale per me iscrivermi, a quattordici anni, alla Federazione dei Giovani Comunisti Italiani, da dove ho mosso i miei primi passi a favore dei diritti umani e civili.
La Cassazione ha stroncato i rilievi penali mossi nei tuoi confronti chiarendo che “è palese la assoluta inconsistenza delle ipotesi di accusa”. Quanto è stato complesso accettare quanto ti è successo e poi rinascere da questa esperienza?
Sulla mia vicenda giudiziaria ho assunto fin da subito una posizione in linea con la mia formazione politica e culturale che tendo ad applicare rigorosamente sopratutto a me stesso e, quindi, anche dopo la sentenza della Cassazione che ha annullato non soltanto il TDL, ma anche la primigenia ordinanza del GIP, ho ritenuto e ritengo di aspettare in silenzio la conclusione del processo. Certo, posso dire che non è stato semplice dover affrontare il distacco repentino dalle mie passioni e dai miei impegni, mi ha aiutato molto la lettura, a cui negli ultimi anni avevo potuto dedicare meno tempo. Ho riassaporato alcuni scritti di Gramsci, meridionalista di straordinaria attualità. Ho deciso di ripartire utilizzando le mie relazioni, la mia passione, le mie idee e il mio impegno per metterli al servizio della comunità alla quale appartengo. Ho avuto tanti onori sin ora nella vita e li considero anche superiori ai miei meriti, adesso voglio restituirli ai democratici e alle persone più deboli, fuori da una dimensione personalistica. La politica è un servizio e pone al centro la condivisione di un obiettivo di interesse comune, non la propria individualità.
Quindi l'impegno politico di Sebi Romeo da dove è ripreso e verso quali orizzonti lo vedremo proiettato?
Ho ripreso la mia attività politica nel partito per costruire percorsi che aiutino la formazione di nuove classi dirigenti nella società e nelle istituzioni e, quindi, con impegno totale, ma non rivolto a mie candidature, lavoro a promuovere la partecipazione dei giovani e delle donne, a oggi colpevolmente esclusi dai processi decisionali. Proprio ai giovani dico: proviamo a trarre esempio dai tanti militanti che hanno speso la loro vita al servizio del popolo, ci sono esperienze straordinarie in questo senso. L’esempio è fonte del pensiero successivo.
Sveliamo qualche anticipazione ai lettori sul progetto politico del centrosinistra per le prossime elezioni regionali calabresi…
Il progetto del centrosinistra si sta formando sull'incontro e la sintesi tra forze civiche e politiche rappresentate da un forte e chiaro programma di cambiamento, molto caratterizzato sui temi delle politiche sociali e del lavoro, dell’accoglienza, dell’inclusione, della giustizia e quindi della applicazione della Costituzione della nostra Repubblica, con una forte impronta meridionalista. Lo immagino come un autentico progetto plurale, nel segno del ritorno della politica nella sua concezione più avanzata.

Autore: 
Barbara Panetta
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