Segnale di speranza lanciato a Bivongi: di diabete si potrà guarire

Dom, 01/09/2019 - 17:20

Il diabete è una malattia determinata da fattori genetici predisponenti scatenata da diversi fattori di riscattive abitudini alimentari, obesità addominale, vita sedentaria aumento dei trigliceridi, della pressione arteriosa e bassi livelli di colesterolo HD. Infatti quando tre o più di questi fattori di rischio sono presenti contemporaneamente in un soggetto si configura la sindrome metabolica e rappresentano fattori di rischio scatenanti per lo sviluppo del Diabete Mellito conclamato. Ma di diabete, tra qualche anno, si può anche guarire. Questo il segnale di speranza lanciato a Bivongi nel corso di un convegno a cui hanno partecipato medici, ricercatori, numerosi cittadini tra i quali molti pazienti affetti da diabete. “La sfida della ricerca. Terapia di sostituzione cellulare senza rigetto” era il titolo dell’incontro di lunedì sera in piazza che ha visto tra i relatori Enzo Valenti, sindaco e medico di base della cittadina dello Stilaro, Rita Bennici, responsabile del centro di diabetologia Uoc di Medicina Generale del presidio ospedaliero di Locri, e Dario Gerace, di origini bivongesi, ricercatore presso l’università di Harvard a Boston negli Stati Uniti. Nel corso del simposio organizzato dall’amministrazione comunale di Bivongi sono emersi dati significativi in ordine al numero di diabetici.  I dati forniti dalla OMS ci dicono infatti  che il  5% della popolazione Italiana e colpita da questa malattia e 140 milioni sono i  diabetici in tutto il mondo mentre 130 mila sono in Calabria. Di questi ben nove mila si trovano nella Locride il che stabilisce un primato negativo del quale nessuno ancora ne ha rilevato le cause. “È necessario fare diagnosi precoce del Diabete Mellito – ha detto la diabetologa Bennici - per cui si rende necessario sviluppare strategie capillari di informazione e di educazione su tutto il territorio, strategie che coinvolgono i mass-media,  tutti gli ambienti di lavoro, l’ambiente scolastico, tutte le Istituzioni Sociali, Politiche e Sanitarie. E’ possibile ed è necessaria la diagnosi precoce per arginare quella che ormai è diventata una malattia epidemica a evoluzione pandemia”.  Ma c’è all’orizzonte la possibilità di dire ai pazienti di diabete si può guarire? Alla domanda ha risposto il giovane biologo Dario Gerace che sta lavorando nel laboratorio di Douglas Melton, professore di spicco nel campo della medicina rigenerativa per il diabete.  Gerace sta infatti studiando come adattare i meccanismi immunitari evasivi del cancro e del feto per proteggere le cellule produttrici di insulina derivate dalle cellule staminali dal sistema immunitario dopo il trapianto.  Il suo lavoro è inoltre rivolto allo sviluppo di nuove tecnologie per identificare le sostanze chimiche che migliorano la funzione delle cellule produttrici di insulina generate in laboratorio. “Al momento serviranno ancora 2 o 3 anni per trovare una terapia non aggressiva – ha risposto Gerace - ma i risultati migliori potranno arrivare tra 8-10 anni”. Il ricercatore, poi, alla domanda sulle terapie di sostituzione ha chiaramente precisato che “l’organo incriminato per l’insorgenza del diabete è il pancreas e, al momento, l’unica strada possibile e quella di lavorare sulle cellule staminali”. Diverse poi le testimonianze di pazienti affetti di diabete che hanno tranquillamente evidenziato come si possa vivere con il diabete, per quanto questo abbia necessità di essere sempre posto sotto controllo, e comunque di affidarsi e seguire sempre con fiducia il proprio diabetologo. Particolarmente incoraggiante è stata la notizia emersa nel corso del convegno che nei giorni scorsi, presso l’ospedale Niguarda di Milano, è stato effettuato il primo trapianto in Europa di cellule pancreatiche che ha permesso ad un paziente di 41 anni di guarire dal diabete di tipo 1 e dire finalmente addio all’insulina.

Autore: 
Giorgio Metastasio
Rubrica: 

Notizie correlate