Si credeva facesse parte della Locale di Bovalino: assolto Rosario Stalteri

Ven, 26/06/2020 - 19:30

Il Tribunale di Locri, nell’ambito del procedimento mandamento ionico, presieduto dal Dott. Fulvio ACCURSO, ha assolto il Sig. STALTARI ROSARIO classe 47 di Bovalino, per il quale il pubblico ministero aveva chiesto la condanna di 22 anni di carcere, in quanto ritenuto facente parte di un’associazione per delinquere della locale di Bovalino.
Il Tribunale dopo 110 udienze ed una attività istruttoria molto complessa ed articolata ha accolto le ragioni difensive dedotte dall’Avv. Mario Mazza, il quale nella sua articolata e puntuale discussione aveva ripercorso tutte le fasi processuali mettendo in evidenza un clamoroso errore di persona in cui erano incorsi gli organi inquirenti attraverso l’identificazione di STALTARI ROSARIO come uno dei soggetti video-ripresi in data 3.4.2010 in occasione di una riunione di ndrangheta svoltasi in Bovalino. 
Nel corso del procedimento il difensore dimostrava la infondatezza dell’accusa attraverso un’articolata ed approfondita attività difensiva svolta anche attraverso gli accertamenti effettuati da un investigatore privato, dalle testimonianze rese da soggetti facenti parte le forze di polizia, che hanno escluso la identificazione dello STALTARI nel soggetto video-ripreso e ben tre consulenze tecniche antropometriche ed antroposomatiche  le quali tutte escludevano la possibilità di identificare lo STALTARI nel soggetto video ripreso in data 3.4.2010 in Bovalino.
In particolare dalla perizia redatta dalla antropologa forense Dott.ssa Laura Donato, perito presso il Tribunale penale di Roma, veniva evidenziato in modo scientifico che le caratteristiche antroposomatiche dello STALTARI escludevano che lo stesso si potesse identificare nel soggetto video ripreso e che le immagini della video ripresa, per come confermato dal RIS, non erano idonee ad effettuare una positiva identificazione.
Lo stesso difensore metteva in evidenza che dalle perizie redatte dal Prof. Chienelli Luca dell’università degli studi di Tor Vergata e dal Dott. Salvatore Spitaleri esperto in identificazione forense escussi in dibattimento emergeva che il soggetto ripreso non poteva essere identificato in STALTARI ROSARIO in quanto da un punto di vista scientifico risultavano 10 cm di differenza tra il soggetto video ripreso altro 1,62 e lo STALTARI ROSARIO altro 1,72 cm, e che tale circostanza fosse riscontrabile anche ad occhio nudo, per cui gli stessi escludevano categoricamente l’identificazione effettuata dagli organi inquirenti, i quali non avevano nessuna competenza specifica per la identificazione dei soggetti video-ripresi ne conoscevano lo STALTARI attraverso le attività di indagini svolte all’epoca dei fatti, in quanto gli stessi per come riferito nel dibattimento avevano effettuato il riconoscimento nel 2015 a distanza di ben 5 anni dai fatti attraverso una comparazione tra le video-riprese ed una foto estrapolata dalla carta d’identità.
Dall’attività istruttoria dibattimentale emergeva altresì che due coimputati escludevano la presenza dello STALTARI quel giorno presso la casa Pelle, identificando la persona video ripresa con altro soggetto.
L’Avv. Mazza evidenziava altresì che il riconoscimento effettuato dagli inquirenti era stato, in pratica, smentito sia dalla Suprema Corte di Cassazione che dal Tribunale del Riesame di Reggio Calabria, il quale in accoglimento del ricorso presentato dalla difesa aveva scarcerato lo STALTARI dopo circa tre anni di detenzione per mancanza degli indizi di colpevolezza, richiamando i principi di diritto in merito alla circostanza che la motivazione redatta dal Giudice di merito deve essere adeguata, esente da vizi logici ed errori di diritto.
Finalmente il Tribunale di Locri con la sentenza ha preso atto delle decisioni della Suprema Corte e delle risultanze emerse nel dibattimento attraverso le consulenze scientifiche effettuate da periti di altissimo livello professionale, che escludevano l’identificazione dello STALTARI ROSARIO con il soggetto video ripreso assolvendo lo stesso con la formula determinativa ampia per non aver commesso il fatto, restituendo finalmente la serenità e la tranquillità alla famiglia.

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