Siderno: ecco il bando dell'XI ed. del Premio letterario Giomo Trichilo.

Gio, 26/06/2014 - 15:14
Premio alla Carriera per lo scrittore giornalista calabrese Gregorio Corigliano.

Il Premio letterario “Giomo Trichilo” giunge alla sua undicesima edizione. Nessuno si aspettava un successo così eclatante. Una manifestazione importante che intende ricordate colui che veniva definito“u poeta analfabeta” che ormai non conosce ostacoli e si è consolidata tra quelle più importanti della nostra provincia. Il fine della manifestazione culturale è quello di tutelare, valorizzare e promuovere l’uso del dialetto.

Il dato incontestabile è che ogni anno, senza grandi risorse, è stato creato creato uno spettacolo capace di richiamare il grande pubblico. Le caratteristiche della manifestazione, che si è ritagliato uno spazio nelle manifestazioni di nicchia dell’estate locridea, sono la “mediaticità” che si è voluto dare allo spettacolo e la presenza di una compagnia teatrale di assoluto livello. Per quanto concerne la prima caratteristica saranno presenti molte emittenti regionali, sia televisive che radiofoniche. Negli anni scorsi il premio ha ottenuto ascolti record nelle programmazioni televisive andate in onda. Il prossimo 2 agosto, prima della rappresentazione della commedia “Me socera voli u si marita” che verrà messa in scena dalla Nuova Compagnia teatrale Deliese, ci sarà la consegna dei primi tre premi e del premio alla carriera che quest’anno verrà assegnato allo scritto ed ex giornalista Rai, Gregorio Corigliano . L’invito che possiamo fare è quello di essere presenti a questa manifestazione che sicuramente sarà apprezzata per la sobrietà e la sua freschezza.

 Questo il bando ufficiale del Premio Letterario ”GIOMO TRICHILO”- XI Edizione 2014
Art. 1 – L’ associazione culturale L’Eco di Siderno, indice la undicesima edizione del Premio Letterario ”Giomo Trichilo” Città di Siderno.
Art. 2 Il concorso comprende:
a) Una sezione di poesia in lingua calabrese inedita- Premio Giomo Trichilo
b) Premio alla Carriera
Art. 3 Ogni partecipante al concorso della poesia inedita in lingua calabrese deve inviare fino a n. 3 poesie in sei copie dattiloscritte. 
Art. 4 I lavori rigorosamente anonimi devono pervenire in busta chiusa, contenente un’altra busta chiusa, con i dati anagrafici del concorrente, l’indirizzo, il numero di telefono . Inoltre una dichiarazione in cui l’autore se ne assume la paternità sotto la propria responsabilità. 
Art. 5 I lavori inviati devono giungere entro e non oltre il 27 luglio p.v a mezzo servizio postale al seguente indirizzo.
Premio Letterario
”Giomo Trichilo- Città di Siderno”
c/o Edicola Bonavita – Piazza Vittorio Veneto - 89048 Siderno (Rc) 
Art. 6- I lavori saranno giudicati da una giuria tecnica composta da autorevoli esponenti del mondo della cultura calabrese e sarà presieduta dal presidente dell’Associazione Culturale L’Eco di Siderno, Avv. Antonio Tassone. 
Art. 7- Il giudizio della giuria è insindacabile 
Art. 8 Tutti i lavori pervenuti , inediti, restano di proprietà dell’organizzazione. 
Art. 9- Il concorso prevede la consegna di tre premi per i primi tre classificati per quanto concerne la sezione relativa alla poesia inedita ”Giomo Trichilo”. Un Premio alla Carriera. 
Art. 10- Il Premio alla Carriera, è determinato a giudizio insindacabile della giuria. 
Art. 11- La Giuria conferirà, inoltre, menzioni speciali.
Art. 12 I premi verranno consegnati ai vincitori che verranno a ritirarli personalmente nella manifestazione finale del 2 agosto 2014 
Per ulteriori informazioni rivolgersi al numero 347-9940108  oppure inviare una e.mail al seguente indirizzo di posta elettronica ecodisiderno@alice.it, oppure csutass@tin.it
Ma chi era Giomo Trichilo. Nacque a Siderno Superiore , in contrada Croci, nel 1847 dal bracciante Michelangelo e da Carmela Fragomeno. Quasi certamente non frequentò alcuna scuola, se non quella della vita, dura, che si viveva nelle nostre contrade a quei tempi, ma imparò, sia pure con mano sillabante , a firmare, ed imparò pure , qualche conto, necessario per la sua intraprendenza imprenditoriale. La sua professione ufficiale fu di bovaro, ma era cresciuto come garzone presso la ben nota famiglia Campoliti, alla quale rimase sempre fedele e riconoscente. Grazie a tale famiglia , ebbe, infatti, il suo primo paio di buoi, con i quali potè essere più autonomo ed indipendente nel lavoro dei campi e potè iniziare l’attività più remunerativa di trasportatore anche per conto proprio di sansa e di pietra da costruzione, raccolta nell’alveo dei torrenti; trasportava merci anche per conto terzi. Divenne così “massaro”. Il nome di Giomo Trichilo è ancora ricordato a Siderno , come “ u pojeta” , il poeta. Il nostro ebbe, infatti, vena fertile e verso facile, e tali sue capacità ed abilità, unite ad una innata cordialità e generosità di carattere, lo resero ben presto popolare e ricercato. La sua casa fu meta ininterrotta di visitatori , “ ed egli sapeva ospitare, intrattenere, allietare tutti, soprattutto con le sue improvvisazioni poetiche; “dovunque, veniva circondato da amatori ed amici, che lo stuzzicavano a fargli improvvisare dei versi , ed egli, senza farsi tanto pregare spesso tenendo gli occhi chiusi , incominciava a recitare per ore senza interruzione. E così spesso mentre , lavorando con il suo carro, percorreva lunghe distanze di giorno e di notte. Su di lui si raccontano anche degli aneddoti , e ciò è segno di certo di popolarità. Sembra che una volta in tribunale, recitando una poesia, composta appositamente, abbia volto in suo favore la sentenza di una causa che stava volgendo al peggio. Le sue poesie non venivano scritte; circolavano sulla bocca della gente ed erano conosciute e tramandate. Tuttavia, di tanto in tanto, qualche verso, trasferito nel piombo, finiva sotto il torchio del tipografo; la risonanza e la diffusione erano così più vaste. Gli furono, infatti, conferiti medaglie e diplomi , qualcuno direttamente da casa Savoia. Giomo Trichilo fù anche conosciuto per il suo forte sentimento religioso, per la notevole carica di umanità che sprigionava dai suoi comportamenti , per il senso vivo dell’amicizia, per la capacità di cogliere ed apprezzare la carità e l’amore che anche gli altri mettevano nei rapporti umani e che egli cantava , senza secondi fini, ma con grande spontaneità nei suoi versi. Giomo Trichilo, i versi li componeva da solo e per i suoi destinatari incominciavano gli incubi. Morì di polmonite , nel 1933, a 86 anni e non li aveva consumati inutilmente. Per sua espressa volontà , al sua bara fu coperta di sola terra e, sopra, una semplice croce di ferro né indico per lunghi anni il sito. C’era scritto: TRICHILO GIROLAMO – POETA-. Fino a 40-50 anni fa erano ancora parecchi quelli che recitavano le sue poesie. Ora sono rimasti in pochissimi; qualche nipote, anziane donne del popolo, qualche vecchietto in qualche sperduta frazione del Comune. Ovviamente recitava in dialetto, che era l’unica lingua che conosceva , la lingua dei suoi genitori e dei suoi amici, la lingua dei suoi rapporti umani e commerciali, la lingua di tutto ciò che lo circondava; della vita laboriosa e seria che menava. 

Autore: 
Antonio Tassone (pres.ass.cult.eco di siderno)
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