Siderno: Il 1º novembre lo Studio Radiologico rischia di chiudere

Dom, 13/10/2019 - 12:20

Allo stato attuale e se non intervengono importanti novità da parte della Commissione Straordinaria della ASP nº 5, il primo novembre lo Studio Radiologico non avrà più le condizioni minime necessarie per continuare l’attività.
La Magistratura di Reggio Calabria, nell’ambito di un’inchiesta su presunte truffe ai danni dell’ASP, procede a un sequestro cautelativo a carico dei conti correnti dei titolari dello Studio Radiologico. Si avvia una fase istruttoria nella quale verranno accertate le condizioni per un rinvio a giudizio o, viceversa, ascoltate le ragioni dei legali dello Studio, concludere con un proscioglimento.
In nessun caso si sarebbero determinate le condizioni di impedire il regolare proseguimento dell’attività allo Studio. Questa sarebbe la normale evoluzione di un procedimento giudiziario, se vivessimo in una normale condizione di uno Stato di Diritto. Ma così non è.
L’attuale direzione dell’ASP nº5 di Reggio Calabria, che ricordiamo essere in mano ad una Commissione prefettizia, ispirata da un avvocato, consulente esterno della stessa Commissione, assumendo poteri assoluti, ha già decretato la fine del procedimento giudiziario, anticipando decisioni che spettano alla Magistratura ordinaria. Secondo quanto avvertito nell'incontro avvenuto ieri in Prefettura, loro, i Commissari prefettizi, per bocca del consulente, hanno già decretato la condanna ed emesso una sentenza inappellabile: lo Studio Radiologico deve essere soppresso.
A nulla sono valse, le dichiarate disponibilità dei titolari dello Studio di prevedere forme aggiuntive di garanzia per l’ASP, oltre quelle già predisposte dalla Magistratura. A nulla sono valse le ragioni dei rappresentanti sindacali di cercare una soluzione per garantire il pagamento degli stipendi al Personale che, lo ricordiamo, non li ricevono più da quattro mesi.
L’atteggiamento tracotante, chiuso, burocratico, di chi ritenendosi investito da poteri extraterrestri, pensa di non avere alcun dovere di tenere in considerazione gli effetti collaterali delle proprie azioni. Effetti che non tarderanno purtroppo a realizzarsi e che consisteranno nell'avvio della fase di licenziamento del Personale (100 lavoratori), la sospensione dell’attività di diagnostica per migliaia di utenti che provengono da tutta la Regione Calabria e, a catena, le varie ripercussioni che ci saranno su tutti quei soggetti, fornitori di beni e servizi, che con lo Studio hanno intrattenuto in questi anni regolari rapporti.
Questo è, ridotto all’osso, lo stato di una vertenza che ha dell’incredibile.
Le organizzazioni sindacali dei lavoratori vogliono lanciare un grido di allarme a tutte le forze politiche, alle istituzioni, alle organizzazioni e associazioni e soprattutto ai liberi Cittadini, presenti sul territorio Locride e della Regione Calabria, perché reagiscano a questa mostruosità e si facciano carico della responsabilità del ripristino della normale dialettica giuridica e democratica.

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