Siderno, il mio paese, sta morendo: facciamo qualcosa!

Dom, 17/11/2019 - 12:30
Pubblichiamo di seguito l’appello di Mariachiara, una ragazza di 16 anni residente a Siderno.

Gentile redazione,
Sono una ragazza di Siderno Marina, ivi residente e fiera del mio paese, anche se mi duole vedere il destino della nostra amatissima Siderno andare incontro  alla rovina. Ho sedici anni e frequento il Liceo delle Scienze Umane e Linguistico G. Mazzini di Locri. Desidero scrivere per farvi capire i motivi per i quali i giovani emigrano al nord in cerca di lavoro o per proseguire gli studi. Siderno, città ricca di cultura, tradizioni e storia, tramandate nei secoli da generazione in generazione, non è più quella di prima. Sono evidenti i peggioramenti verificatesi nel corso degli anni fino ad oggi: le strutture ricreative frequentate da noi giovani sono ormai inesistenti, gli istituti scolastici sono quasi tutti fatiscenti e pericolanti, anche quelli che ospitano le scuole primarie. Dai racconti degli adulti, scopro che negli anni Settanta, il mio paese era il “fiore all’occhiello” di tutta la Calabria per la bellezza delle varie strutture, punto di riferimento culturale per gli altri paesi limitrofi. Ora, passeggiando per Siderno, vedo lo stato di decadenza in cui versa la mia cittadina, le strade dissestate, le luci mancanti e i molti negozi chiusi per l’impossibilità di continuare a far vivere un’ attività economica redditizia, i letti dei torrenti in stato di abbandono sono coperti da arbusti e alberi, che crescono a dismisura e impediscono, nei periodi invernali, il reflusso delle acque piovane che in essi si riversano con grave pericolo per le strutture immobiliari che sorgono a lato di esso. Le poche strutture mediche, quali l’ospedale di Locri e lo Studio Radiologico che davano lavoro a medici, infermieri, tecnici e amministrativi, rischiano la chiusura. Tutto ciò aumenta sempre più la crisi economica che coinvolge la nostra terra. Vedendo tutto questo mi chiedo quale futuro potremo avere noi giovani, se rimarremo in questo infelice territorio e non decideremo di emigrare al nord per cercare opportunità che qui ci sono negate. Cittadini, questa mia lettera è uno sfogo, dettata dall’amore che ho nei confronti del mio paese. Vorrei che qualcuno portasse avanti idee, proposte, iniziative per sconfiggere questo problema che ormai è presente sul territorio locrideo e chiedo una fattiva collaborazione per cambiare e modificare questo stato di decadenza in cui versa la nostra cittadina e offrire a noi generazioni future una vita migliore.

Autore: 
Mariachiara Ciprioti
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