Smantellata una pericolosa “cellula” romana della ‘ndrangheta di San Luca

Mer, 08/01/2014 - 17:49
In manette tre componenti del commando che la sera del 24 gennaio 2013, in via della Castelluccia di San Paolo, ha assassinato Vincenzo Femia

È stata smantellata una pericolosa “cellula” romana della ‘ndrangheta di San Luca. In manette, al termine di un’operazione della squadra mobile capitolina, tre elementi del commando che la sera del 24 gennaio 2013, in via della Castelluccia di San Paolo, aveva assassinato Vincenzo Femia. Oltre all’accusa di omicidio, ai danni di Massimiliano Sestito, 41 anni, Francesco Pizzata, 22 e Antonio Pizzata, 25, tutti di origine calabrese e catturati proprio a San Luca, anche quella di traffico di stupefacenti. Le ordinanze di custodia cautelare in carcere, sono state emesse dal giudice delle indagini preliminari presso il tribunale di Roma.

Secondo quanto rivelato dagli inquirenti gli arrestati avevano creato un gruppo operativo che, pur mantenendo un legame con la Casa Madre originaria, voleva gestire gran parte del fiorente traffico di droga della Capitale. Il lavoro della polizia di Stato romana ha consentito di far emergere elementi indiziari tali da poter ragionevolmente ipotizzare che l'omicidio Femia, commesso dai componenti del commando, sia stato commissionato da organizzazioni criminali appartenenti alla 'ndrangheta calabrese e sia maturato a seguito di contrasti insorti proprio nella gestione del traffico di cocaina in particolare.

“Un omicidio come questo, avvenuto a Roma, è un campanello d'allarme significativo sulla qualità che la presenza mafiosa della ‘ndrangheta assume in questa città”. Così il sostituto procuratore della Repubblica di Roma, Francesco Polino, ha commentato in una conferenza stampa nella questura romana.
 

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