Special Olympics: un mondo che si apre a un altro mondo

Dom, 16/02/2020 - 09:30

Dalla sua fondazione a cavallo tra gli anni ’50 e ’60 grazie a un’intuizione Eunice Kennedy Shriver, il movimento Special Olympics si è sempre impegnato ad implementare l’integrazione sociale dei ragazzi diversamente abili attraverso lo sport. Con lo stesso intento Luisa Elitro ha fondato il ramo reggino dell’associazione, che oggi vanta un distaccamento anche nella Locride inaugurato da Irma Circosta con un duplice intento: far vivere meglio la propria vita alle persone con disabilità e far conoscere il nostro comprensorio per la bontà e la solidarietà dei propri residenti.
Oggi il distaccamento locale del movimento, inaugurato da un Family Campus svoltosi all’Hotel President di Siderno, può contare su una scuola di basket, volley, bowling, karatè, nuoto, ballo e percussioni, attività che permettono ai ragazzi di non interrompere le relazioni sociali alla fine della scuola.
«Grazie a un fitto programma di escursioni, cene e incontri resi possibili dalle istituzioni - ci racconta la Circosta, - evitiamo che i ragazzi si rinchiudano nell’ambito famigliare, prigione dorata che, al netto dell’amore dei genitori, non colma mai il desiderio dei ragazzi di stare in compagnia degli altri».
Il programma annuale degli Special Olympics è fittissimo: sono infatti oltre 200 gli eventi interregionali, regionali e nazionali ai quali i nostri ragazzi partecipano, e comprendono anche eventi sportivi di rilievo come le Olimpiadi di Varese, «per affrontare le quali - dice Irma, - i nostri atleti si stanno preparando con una diligenza della quale si meravigliano per primi i genitori e gli istruttori». Il raggiungimento di questo obiettivo è reso possibile dalle attività dell’associazione polisportiva “I girasoli della Locride”, fondata presso la piscina di Ardore, centro nevralgico della preparazione degli istruttori che, seguendo le direttive dei tecnici arrivati da Roma, hanno saputo trasformare giovani impauriti dal solo contatto con l’acqua in nuotatori in grado di conquistare medaglie alle competizioni nazionali.
Ma nella Locride siamo diventati anche pionieri di discipline sportive che ancora non lasciano spazio ai paratleti, come il karatè, di cui Roberto Mazzaferro, seguito dal maestro Angelo Surfaro, è divenuto il primo atleta in carrozzina. Risultati di questo tipo sono resi possibili anche grazie a gesti di non scontata generosità, come la donazione all’associazione, da parte di un imprenditore della Locride, di un pulmino che oggi permette agli atleti di muoversi in piena autonomia verso gli eventi a cui partecipano.
«Siamo ben accolti ovunque - sottolinea la Circosta, - e ritengo che ne sia una prova evidente il caso di Matteo Mandarano, giovane diversamente abile assunto a tempo indeterminato in un noto ristorante di Martone di cui il titolare non fa che tessere le lodi. I sindaci del comprensorio ci hanno sempre accolti a braccia aperte, così come ci sono state accanto la Chiesa e la scuola, presso la quale abbiamo avviato progetti che sono stati d’aiuto anche per i ragazzi normodotati, che hanno potuto confrontarsi con i nostri atleti su tematiche sociali delicate come il bullismo o il vandalismo».
Nonostante gli episodi di intolleranza di cui si legge sui giornali nazionali, insomma, la Locride pare essere un luogo in cui l’inclusione totale dei ragazzi diversamente abili è a un passo.
Le attività degli Special Olympics, intanto, continuano a ritmo serrato. «Abbiamo in cantiere una partita che dovrebbe svolgersi presso lo stadio comunale di uno dei nostri paesi - ci spiega Irma, - che vedrà la partecipazione di musicisti, calciatori, avvocati e medici cui vorremo far conoscere il nostro mondo, ma anche la realizzazione di un cortometraggio ed escursioni che permetteranno ai nostri ragazzi di conoscere le attività che si svolgono nella Locride. Il primo appuntamento, comunque, è con la sfilata di carnevale di Gioiosa Ionica, che si svolgerà domenica prossima alle 17, in cui i nostri ragazzi indosseranno i costumi de “La Bella e la Bestia” e di “Pinocchio”».

Autore: 
Jacopo Giuca
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