Storia di Vincenzo Marullo, Conte di Condojanni

Dom, 10/05/2020 - 19:30

A volte non facciamo caso a quanto il nostro territorio si possa intrecciare con le vicende o con i personaggi più importanti della storia. Eppure è così, e l'associazione “HistoriCal”, con la voce del suo Presidente Attilio Varacalli, sta raccontando proprio questo, sia nel video da poco caricato sul proprio canale YouTube (potete vederlo cliccando qui) che nei convegni che organizza.
In questo caso l'avvincente storia della famiglia Marullo, Conti di Condojanni, antico borgo che oggi sorge all’interno del comune di Sant’Ilario dello Jonio, si va a intrecciare con i personaggi più importanti della storia Europea, da Papa Pio V, a Carlo V di Spagna (sotto il cui impero non tramontava mai il sole, come amava affermare), a Filippo II (figlio di Carlo V e anche Re consorte d'Inghilterra), Alfonso il Magnanimo, Re Ferrante, i principi Borgia (Eleonora Marullo, sposa G.B. Borgia), Carlo VIII (Re di Francia), ma anche scrittori famosi come Miguel de Cervantes Saavedra, (autore del “Don Chisciotte”, ad esempio) e artisti famosi, giusto per citarne alcuni.
A fare da sfondo agli avvenimenti di questa famiglia c'è la Locride (sono proprietari di un vasto territorio che copre parte della costa ionica locrese, della zona preaspromontana e aspromontana: territori che vanno da Condojanni a Bruzzano Zeffirio, da Bovalino a Potamia) ma non solo. Scopriremo infatti che, alle loro vicende, farà da sfondo la Sicilia (proprietari di Augusta, Melilli, Calatabiano e strateghi di Messina giusto per sintetizzare), Napoli e nella battaglia navale di Lepanto, del 7 ottobre 1571, don cuive si raggiunge il punto più alto della gloria e da dove, paradossalmente, inizia la caduta.
A Lepanto, appunto, apice e inizio del declino si compiono. La grandezza a volte diventa leggenda e le gesta eroiche si intrecciano con le scelte fatte e per uno dei vincitori di Lepanto (Vincenzo Marullo era il Generale della Squadra dei venturieri) la scelta di non cedere all'orgoglio darà il via alla disgregazione completa dei propri possedimenti (gran parte dei nobili partecipanti all'impresa di Lepanto hanno rifiutato sia di avere la parte di bottino che gli spettava sia ogni forma di ricompensa economica, e il Marullo non volle essere da meno).
Da notare, inoltre che l'avvenimento della partecipazione e della battaglia è anche stato inciso sul muro del castello di Bovalino.

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