Sulla partecipazione al dibattimento a distanza: Profili di incostituzionalità

Mar, 26/06/2018 - 09:20
Giudiziaria

Il maxiprocesso “Mandamento Ionico” prevede un dibattimento con almeno 160/170 imputati, molti dei quali si trovano in regime di detenzione carceraria, in molti casi anche fuori regione. Nei casi di processi con detenuti spesso i vari giudici fanno ricorso alla partecipazione a distanza degli imputati. Su questo tema, che è di sicura attualità di cronaca, è in corso un acceso dibattito tra le varie posizioni interne al compartimento giustizia. E’ intervenuto, nei giorni scorsi, anche il contributo dell’Osservatorio “Doppio Binario e Giusto Processo”, dell’Unione delle Camere Penali Italiane, composto dagli avvocati Maria Teresa Zampogna, Giuseppe Scazzola ed Eugenio Minniti, questo ultimo anche presidente della Camera Penale “G. Simonetti” di Locri, che al recente “Open day” di Rimini ha dissertato sui “Profili di incostituzionalità dell’art. 146 bis disp. Att. c.p.p.” sulla partecipazione al dibattimento a distanza”.
Nella corposa relazione si rileva, in primo luogo, che: «La eccezione di legittimità costituzionale coinvolge la normativa sulla partecipazione a distanza al processo, laddove la presenza “virtuale” in udienza dell’imputato viene imposta d’ufficio e senza alcuna  preventiva valutazione da parte del giudicante, per il sol fatto di trovarsi al cospetto di un soggetto in stato di detenzione per uno dei reati previsti dagli artt. 51 co. III bis e 407 co. II lett. a) n. 4 c.p.p. e/o sottoposto al regime di cui al 41 bis O.P. La  questione è rilevante poiché nel caso di specie non trova applicazione la vacatio legis di un anno relativa alla nuova formulazione dell’art. 146 bis c.p.p., essendo l’imputato detenuto [regime di 41 bis]  per il delitto previsto [artt. 270 bis co. I o 416 bis co. II c.p.  o  74 co. I DPR 309/90]. La nuova normativa dovrà, pertanto, essere presa in considerazione dal giudice in via propedeutica alla definizione del giudizio, riguardando una questione preliminare attinente al diritto dell’imputato di intervenire ed assistere al processo nei suoi confronti,  la cui violazione è sanzionata da nullità di ordine generale dall’art. 178, lett. c) c.p.p.».
Altro caso esaminato è quello in cui « la eccezione di legittimità costituzionale investe la normativa sulla partecipazione a distanza dell’imputato/testimone in un’udienza civile o penale nella quale deve essere sentito quale teste, nella parte in cui la c.d. partecipazione virtuale viene imposta d’ufficio e senza alcuna  preventiva valutazione da parte del giudicante, per il sol fatto di trovarsi al cospetto di un soggetto in stato di detenzione per uno dei reati previsti dagli artt. 51 co. III bis e 407 co. II lett. a) n. 4 c.p.p. e/o sottoposto al regime di cui al 41 bis O.P.. La  questione è rilevante nel presente giudizio, poiché nel caso di specie l’imputato/testimone è detenuto [regime di 41 bis]  per un delitto di criminalità organizzata. La nuova normativa dovrà, pertanto, essere necessariamente presa in considerazione dal giudice in via propedeutica alla definizione del giudizio, riguardando una questione preliminare attinente l’assunzione di un mezzo di prova».
Infine il terzo caso riguarda «la eccezione di illegittimità costituzionale coinvolge la normativa sulla partecipazione a distanza al processo, laddove la presenza “virtuale” in udienza dell’imputato/testimone può essere disposta – a fronte di condizioni eterogenee ed indipendenti dalla volontà dell’imputato/testimone - qualora questi sia detenuto e a prescindere dalla natura del procedimento che ha originato lo status detentionis. La questione è rilevante poiché la nuova normativa dovrà essere necessariamente presa in considerazione dal giudice in via propedeutica alla definizione del giudizio, riguardando una questione preliminare attinente al diritto dell’imputato di intervenire ed assistere al processo nei suoi confronti, la cui violazione è sanzionata da nullità di ordine generale dall’art. 178, lett. c) c.p.p. oppure [ ove debba rendere testimonianza in altro giudizio] attenendo all’assunzione di un mezzo di prova».

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