Sulle orme di Edward Lear

Lun, 15/04/2013 - 18:17

Un inglese con un amico, una guida di nome Ciccio e un cavallo su cui riporre i bagagli, intraprende a piedi un viaggio che, da Messina, lo porterà a Reggio e poi nel cuore dell'area grecanica calabrese: Roghudi, Roccaforte del Greco, Condofuri, Palizzi e indi Bova, “l'eterna Bova”, chora e capoluogo territoriale della zona…Non è l'inizio di un romanzo, bensì di una storia vera. E' il 6 aprile e siamo nella sala consiliare del comune di Bova Superiore dove Domenico Francesco Tuscano presenta il suo ultimo libro ”Edward Lear e la Bovesia” aprendo ai presenti la porta sul fantastico viaggio del pittore e scrittore inglese Lear compiuto, nel 1847, nell'estrema punta della Calabria e “a piedi” per, come scrive il Tuscano, “avventurarsi alla scoperta di una realtà nascosta o non vissuta in pieno da chi passa in fretta o guarda da lontano.” L'acume psicologico si fonde, nel Lear, con l'accesa curiosità e, quindi, volontà di ricerca sui fatti locali che riporta accuratamente nel suo “Diario di un viaggio a piedi nella provincia di Reggio Calabria” e del quale il Tuscano ripercorre i tratti salienti e più significativi arricchendo la narrazione di personali approfondimenti storici su luoghi e avvenimenti locali dall'antichità greca a quel primo tratto di secolo XIX.Ed ecco una Bova che “mentre da un lato appare ferma nel tempo, dall'altro dimostra capacità produttive con la bachicoltura, i frutteti, l'allevamento, l'artigianato popolare e l'arte pastorale” (Tuscano), tutta una vasta zona grecanica  “di maestosa bellezza” ed inalterate tradizioni ma anche agitata da forti “dissensi interiori” e  da nuovi venti rivoluzionari latori di imminenti sommosse in tutto il reggino ormai dominio dei “galantuomini” e teatro di miseria e disagio sociale specie all'interno delle classi contadine. Ospitalità, generosità e semplicità d'animo si fondono, nei locali, ad oscuri timori e sospetti anche nei riguardi dell'ospite inglese che, a malincuore, deve interrompere il viaggio e ritornare in patria. Alle sue spalle, come ricorda il Tuscano, l'esplosione dei moti di Reggio e l'ardito, per quanto vano tentativo dei 5 martiri di Gerace.Uno squarcio meraviglioso di storia antica e moderna quello racchiuso nel libro del Tuscano, un “diario nel diario”, come lo ha definito Filippo Violi, un ricordo a due voci, un ulteriore “messaggio nel tempo”.

Autore: 
Daniela Ferraro

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