Taglio dei parlamentari? Sarebbe il caso di dire di no

Ven, 28/08/2020 - 12:00

Sento aria di no. E del resto perché Si? Bere un caffè pagato in più alla faccia del parlamentari potrà fare piacere a qualche mentecatto. Non certo alla stragrande maggioranza di persone normali. In quanto ai lavori parlamentari più celeri ed efficaci tutti sanno che non dipendono dal numero degli eletti, bensì dal bicameralismo imperfetto e da regolamenti ormai superati. Per non parlare della rappresentanza.
Il taglio delle poltrone è l'ultima sciocchezza di una triste stagione  iniziata con le piazze vocianti di Santoro, proseguita con la Casta di Stella e Rizzo e la traversata nello stretto di Grillo. Non che la politica vantasse particolari meriti. E tuttavia la sistematica demonizzazione ci ha portato Berlusconi, Salvini, Meloni e grillini.
Un successo per la nazione, indubbiamente.
Il guaio vero è che la sinistra, e quella che era l'intellettualità di un tempo, si è trovata in crisi di identità e ha subito, senza una minima reazione, prima il federalismo da sfasciacarrozze e poi il populismo da operetta.
Ora è tempo di rimettere un tantino in ordine.
Certo il virus populista si è diffuso rapidamente. Tante le cause, tutte da ricercare in un più complessivo impoverimento della società, a livello mondiale, le cui ragioni sono ben note. Ma se dobbiamo ripartire una picconata al populismo è cosa buona e giusta.
Non si tratta di punire questo o quel partito, ma di intraprendere un percorso di verità che sappia fare riflettere l'opinione pubblica. Vive meglio una società senza corpi intermedi?
Senza connettivo, senza autonomia ed in balia di potentati che vivono dentro e fuori la politica? Non credo.
Può darsi che questa consapevolezza incroci sentimenti più meschini, come quello di punire i 5S , incrinare il rapporto con il PD e mettere in crisi il governo. Può darsi. E questi numeri farebbero già maggioranza. Referendum Renzi docet. In altri tempi la mia educazione politica mi avrebbe indotto, forse, a dire Sì.
Oggi dico No, non per protesta, ma perché auspico che politica e opinione pubblica facciano sintesi, creino nuova cittadinanza. Un No per costruire.

Francesco Riccio

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