TMB di Siderno, anche la Regione è come il lupo: perde il pelo ma non il vizio!

Mar, 01/10/2019 - 09:00

Con delibera n. 422 del 9 settembre u.s. la Giunta Regionale quasi al completo, assente solo l’assessore Corigliano, ha approvato l’Accordo di Programma “Per la Realizzazione di interventi per la gestione del ciclo dei rifiuti”. Relatrice l’Arch. Orsola Reillo, Dirigente Generale l’Ing. Domenico Pallaria, Dirigente di settore l’Ing. Antonio Agruso; dopo 8 VISTO, 8 CONSIDERATO, 1 TENUTO CONTO, 4 RITENUTO la Giunta Regionale ha PRESO ATTO che l’istruttoria è completa, che esiste la regolarità amministrativa e la legittimità della deliberazione, che il provvedimento ha la copertura finanziaria con fondi CIPE e su proposta del Presidente e dell’assessore all’ambiente destinano la sommetta di 43.800.000,00 euro al TMB di Siderno per un impianto di valorizzazione e recupero spinto di M.P.S. (che non è il salvataggio di Monte dei Paschi di Siena) da RD ed RU residui da avviare alla filiera del riciclaggio con annessa piattaforma di valorizzazione della frazione organica (FORSU). Chiariamo: M.P.S. sta per materie prime seconde, RD sta per raccolta differenziata e RU sta per rifiuti urbani. Perché la Regione è come il lupo? Perde il pelo ma non il vizio? Spieghiamo. Al momento dell’insediamento, 9 dicembre 2014, sul tema rifiuti si sono fatte tante parole ma quella scolpita in maniera lapidaria è DISCARICHE ZERO! Infatti il 19/12/2016 è stato approvato il Piano Regionale di gestione rifiuti in cui viene utilizzata l’espressione ZERO DISCARICHE. Tant’è. Ad oggi assistiamo all’imposizione di ampliamento di alcune discariche e alla ricerca di nuovi siti su cui impiantarne. Ma di pelo se n’è perso tanto da non avere memoria, neanche quella breve. Il 23 aprile del 2018 in un incontro presso l’assessorato all’ambiente della Regione a cui hanno partecipato oltre all’Assessore Antonella Rizzo, l’arch. Reillo e l’ing. Agruso si è convenuto di non procedere alla realizzazione di un impianto di biodigestione anaerobica perché pericoloso per la salute dei cittadini. Nonostante l’ing. Martino, consulente della Regione per il Piano Regionale rifiuti e imprenditore che costruisce impianti di biodigestione (e non solo) avesse tentato di rappresentarci un’immagine idilliaca di tale sistema. Ci mancavano solo le farfalline e le margherite. “Naturalmente l’ing. Martino ha cercato di vestire a festa una tecnologia che ha già dovuto chiudere i battenti all’isola d’Elba ed è stata fortemente osteggiata a Capannori e su cui pendono interrogazioni parlamentari in quanto trattasi di sistemi non ancora sperimentati a fondo. Le associazioni hanno ribadito quanto richiesto nel giugno 2017: 1) Efficientamento dell’attuale impianto per il trattamento dei rifiuti non differenziati col passaggio al flusso unico e l’impiego della bioessiccazione che garantisca la produzione di un materiale inodore e privo di colaticci. Naturalmente subordinata alla realizzazione della bretella di collegamento dallo svincolo della variante della 106 all’impianto TMB senza che i camion debbano percorrere le vie cittadine ammorbando l’aria con i miasmi del carico ed i gas di scarico. 2) Per la frazione organica della raccolta differenziata la creazione di stazioni di compostaggio aerobico per la produzione di compost di qualità anche associando comuni viciniori evitando così il trasporto per lunghi tratti. 3) l’incentivazione delle compostiere domestiche o, dove non è possibile, con piccoli impianti di prossimità ad uso di più famiglie o quartieri” dichiarano i Comitati. L’Assessore si è impegnata a far effettuare tutte le misure necessarie a eliminare definitivamente le emissioni odorigene dall’impianto TMB di località San Leo. Si è convenuto altresì di ritenere sempre valida la quantità massima di trattamento quotidiano a 15 tonnellate, come da ordinanza sindacale del maggio 2017. “È stato ribadito che nessuna Giunta Regionale può pensare di governare imponendo soluzioni non gradite alle popolazioni. Concetto, per la verità, ripreso e confermato dall’Assessore Rizzo. Si ricorda che le posizioni espresse dalle tre associazioni presenti all’incontro sono sostenute da Corsecom, Comitato Riviera Pulita, Jonica Holidays, Consulta cittadina e Associazione Ricerca Biodiversità Autoctona”. Adesso che hanno definitivamente perso il pelo riaffiora il vizio. Nell’allegato tecnico a corredo della citata delibera si butta con nonchalance al punto 3 di pag. 1 “trattamento anaerobico/aerobico delle frazioni biodegradabili da RD con produzione di compost di qualità”. A pag. 5 del citato allegato tecnico al 4° capoverso con malcelata indifferenza si aggiunge “Di concerto con il Comune di Siderno si valuterà l’implementazione di una sezione di digestione anaerobica, upgrading a biometano del biogas prodotto e di recupero della CO2”. Come? Il Comune non si è già pronunciato? Vi è una delibera del Consiglio ed è posta come pietra miliare al 2° capoverso dell’art. 5 dello Statuto comunale il divieto d’insediamento di nuove fabbriche che emettano nell’aria e/o sul suolo sostanze dannose e/o pericolose per la vita o l’ambiente. Cosa potrebbe essere cambiato al Comune di Siderno? Certo si è intervenuti sulla quantità dei conferimenti ma non si è posta mano alla modifica dello statuto, che è sempre valido e qualsiasi decisione in contrasto è impugnabile. Certo per il revamping dell’impianto, che condividiamo, esclusa la biodigestione, quarantatremilioni di euro sono un po' troppi e gli appetiti sono tanti ma a Siderno non si starà a guardare.

Autore: 
Arturo Rocca
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