Turismo, No. Gas e carbone,Yes!

Mar, 02/04/2013 - 11:26
Milione di dollari russi sulle zone turistiche italiane. In Calabria solo inquinamento da terzo mondo. Gas e carbone in primis. Siamo il Kosovo per Belgrado, l'Algeria per la Francia, la Siberia per Mosca. Siamo very subnormal people

Gli immobiliaristi russi di acciaio e vodka (che vodka) erano passati dalle nostre parti, hanno pure stanziato, visto e guardato. Bel mare, coste spaziose e una classe dirigente mediocre che trama con gli ufficiali, incassa gettoni, pretende protezione e immerge tutto e tutti nello squallore. Intolleranti a peli nell’uovo e bastoni tra le ruote da solidi i russi sono divenuti gassosi. Come Sauditi davanti agli Emirati, con gioia e ripetuti “foragabbu” in cadenza slava hanno oltrepassato il confine e, senza voltarsi, si sono lasciati alle spalle Pollino, ombre e becchini.
Via lontano da chi si fa male da solo e poi  piange turismo mare e monti.
Via lontano da chi crede che turismo sia una superstrada della Cassa del Mezzogiorno; un osso della 488; un patto territoriale o un pisl.  Via lontano da gabbie e sceriffi;  da fruste di domatori e strascichi da 416 tris. Al cubo Via dalla ‘ndrangheta da cento lire.  E via dagli adepti di questi ultimi, che strillano coi sandali di cuoio intrecciati ai piedi e il libro Sulla strada nella bisaccia. Terminator d’ultima generazione con la bocca impastata di abbondante verità che si trasforma in sentenza sommaria: «Ma quale acciaio e vodka e villini a schiera: chi sa che riciclo di soldi, che provenienza, ci sarà sicuramente del crimine dietro oligarchi e Cremlino. C’è il Tiradritto dietro a Putin e c’era ‘Ntoni Macrì dietro Stalin». Intanto  un’invasione di russi che porterà crescita economica e occupazione duratura  in buona parte del fronte mare italiano, non riguarderà la “Bella Calabria”. Nel frattempo quest’ultima invece si sta abbandonando  a un tragico destino.  Mentre, centinaia di migliaia di russi invaderanno le coste sarde, toscane, liguri e salentine coi portafogli felici, navi gasiere della LNG MedGas solcheranno il Tirreno, oltre lo Stretto. Di sera, con la prua tra Tropea e l’Odissea e la poppa infiammabile tra Lipari e Panarea, oscureranno il tramonto. A massacrare l’alba, tingendo di nero la chioma dell’Etna, ci penserà  invece il carbone di Saline, altrove vietato.   In Sardegna negli ultimi due anni centocinquantamila turisti russi hanno pagato mojito in cambio di tintarella. Quel boom isolano ha un dato palese rispetto al 2010: più 46 per cento. Roba tosta, the different. L’ultima proposta è un colosso. Un affare da 200 milioni di euro (4 mila miliardi delle vecchie lire) per il Forte Village di Pula  del Gruppo Marcegaglia.
“Dio ce ne scampi e liberi. Chi sa che soldi, che provenienza, la Calabria deve rimanere sigillata e pura”, come i silos del gas e le ciminiere del carbone.

Autore: 
Ercole Macrì
Rubrica: 

Notizie correlate