Turismo russo nella Locride, Perestroika o Balalaika?

Sab, 11/05/2013 - 20:32
Dopo quasi vent'anni di post comunismo i figli della nuova finanza russa, del gas, del petrolio, gli eredi degli oligarchi moscoviti, centinaia di nuovi Dimitrij Karamazov capaci di scialacquare in una sola sera cifre spropositate, chiedono il mito. Sognano di solcare lo Jonio delle vele achee con yacht da un milione di cavalli; vogliono rivisitare Pitagora con un 21 al blackjack. No, i conti non tornano.

40 tour operator russi in Calabria.
Turismo in quantità/Sogno di civiltà/Turisti a volontà/Sviluppo e onestà*.
Queste le frasi che si susseguono dopo l'annuncio dell'arrivo dei bolscevichi. Toni entusiastici che da qualche settimana sono divenuti un tormentone ancor più assillante di quello che anni fa echeggiava con giapponesi, tedeschi e inglesi. Il messia ortodosso, che negli ultimi anni ha miracolato Emilia Romagna, Puglia e Sardegna, vorrebbe incensare di gasdollari anche la Locride? Krugg d'annata stappati da esperti somelier attorno ai mosaici romani della Villa di Casignana? Piramidi di caviale servite da schiere di camerieri sulla bellavista di Gerace?
A sentire politici e faccendieri, dopo quasi vent'anni di post comunismo i figli della nuova finanza russa, del gas, del petrolio, gli eredi degli oligarchi moscoviti, centinaia di nuovi Dimitrij Karamazov capaci di scialacquare in una sola sera cifre spropositate, chiedono il mito. Sognano di solcare lo Jonio delle vele achee con yacht da un milione di cavalli; vogliono rivisitare Pitagora con un 21 al blackjack. No, i conti non tornano. Ai nuovi russi piace affacciarsi, quando il sole scompare, sulla notte della Locride, alla ricerca di quello che amano veramente e che probabilmente qui da noi non troveranno mai: una festa mobile che contenga in un unico interminabile party, Dolce Vita, Movida post-Franchista, Shangay di Marlene Dietricht, Parigi di Hemingway. Vogliono evasione.
 No, i conti non tornano veramente.
Qui da noi il piatto forte è il modello Scopelliti che è riuscito, nel periodo di maggior ispirazione, a regalare i Duran Duran a Reggio e Fiorella Mannoia a Locri.  
Non dimenticando il contorno a base di sagre: Gemelli Diversi dopo le melanzane ripiene. Solo Mimmo Cavallaro potrebbe attrarre questi russi danarosi, tra i 30 e 40 anni, in abito scuro che magari farebbero qualche passo di tarantella, che sa un minimo di Balalaika.
Lungo le chicanes pericolose della ss 106, tra Epizhefiri e Kaulon, questo è quello che si offre. Che importa se poi manca tutto il resto. Gli alberghi, i depuratori, i locali notturni, centri benessere. La Puglia e la Sardegna hanno capito che questi giovani rampanti, spendono e spandono. Voglio sun, fun and beach, masserie e casolari da trasformare in agriturismi e spa esclusivi. E investono su di loro, costruiscono campi da golf, mentre qui si pensa alle due ruote.
L'Emilia Romagna, che è la loro meta preferita nazionale, finora ha risposto bene. Del resto Rimini se non fosse stato per Fellini non aveva neppure il mare. Quel popolo sa sempre come sorprendere. Ogni anno prima dell'inizio della stagione balneare fanno la loro magia ed ecco che la spiaggia, d'inverno sparita, ricompare.
Noi invece come dovremmo competere? Perché le agenzie di viaggio russe dovrebbero proporre a questi facoltosi vacanzieri la Riviera dei Gelsomini con i suoi depuratori patacca, senza strutture, e con al massimo solo la vecchie stroboscopiche del Rebus di Copanello?
La Locride per attrarre i capitali del popolo, dopo quello cinese, con più miliardari deve affrontare una ricostruzione. Radere al suolo pre-concetti e retorica. C'è bisogno di una sorta di Perestroika dovrà premettere sempre le vele achee allo Yacht, Pitagora alle Rolls Royce.
Senza un strategia di sviluppo turistico, senza una scelta politica della regione, senza un investimento che faccia capire che la risorsa più importante per la Calabria è il turismo, tutto diventa inutile. C’è da costruire un sistema efficiente. Non si può pensare che una magnate russa venga e risollevi le sorti di una costa solo per ammirare un mito sbiadito. Bisogna offrirgli qualcosa, altrimenti addio Costa dei Gelsomini e benvenuta Costa Smeralda.

Autore: 
Eleonora Aragona
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