Un libro per imparare a ripartire dai più deboli

Mar, 11/08/2020 - 09:30

Viviamo in un’epoca relativamente complessa, anche se penso che i nostri avi, rispetto a questa idea, abbiamo sviluppato un’analoga convinzione.
La nostra specie, quando si trova a dover risolvere le sfide che l’ambiente le pone, sia dal punto di vista naturale che culturale, è necessariamente costretta a fare il punto della situazione, ossia a riflettere sulle sue stesse dinamiche esistenziali. Questo tipo di riflessione richiede l’utilizzo della memoria, sia intesa come ricordo che come puntualizzazione delle situazioni dalle quali siamo partiti, con la possibilità di proporre nuove soluzioni a problemi ancora presenti. Bene, in sintesi, è esattamente quello che cerca di fare con questo testo il collega e amico Rocco Romeo, occupandosi dell'Inserimento dell’alunno diversamente abile nella scuola italiana.
L’autore puntualizza le tre fondamentali date di un importante percorso legislativo nazionale: il 1953, che vede la creazione di Classi Speciali per minorati, Classi di differenziazione didattica e Classi differenziali; il 1962, nel quale si istituisce la Scuola Media unica ed obbligatoria; infine, il 2010, anno in cui si attua l’inclusione scolastica degli studenti con DSA. Continua ricordandoci l’importanza della nostra Carta costituzionale, evidenziando in essa le leggi che riguardano la scuola, e citandone passi che si riferiscono alla disabilità. Infine, Romeo enuclea le definizioni dei vari tipi di disturbi di apprendimento, fornendone un’efficace spiegazione scientifica.
Una sezione importante del testo è quella dedicata a ciò che la scuola, secondo l’autore, è nelle condizioni di fare, rispetto a queste situazioni. Esistenze che hanno un impatto socio-culturale decisamente importante, e che la stessa scuola considera come tali, all’interno dei propri progetti educativo-cognitivi.
Si è discusso anni del ruolo importante che la scuola svolge all’interno di una qualsiasi cultura, e come dovrebbe essere sintonica con ciò che avviene all’interno delle famiglie. E sappiamo benissimo che le dinamiche familiari attuali sono decisamente cambiate, anche solo rispetto a 10 anni fa.
Rocco Romeo, perfettamente consapevole della condizione socio-culturale nella quale siamo immersi, propone agli educatori e ai docenti di prestare particolare attenzione a due metodologie: il Cooperative Learning e la Flipped Classroom. Con la prima di queste, l’autore sostiene sia possibile intervenire in modo efficace ed efficiente nei confronti degli studenti con Bisogni Educativi Speciali (BES). Con la seconda, proprio perché utilizza le nuove tecnologie didattiche, si inverte il tradizionale schema insegnamento/apprendimento e quindi il consueto rapporto docente/discente.
Per ultimo, Rocco Romeo prende in esame il Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività (DDAI), esaminandolo alla luce di quelle tecniche psico-educative che permettono di intervenire ottenendo buoni risultati. Così strutturato, il testo si propone come un’ampia riflessione sulla società educativa di questo Occidente, tracciando una particolare storia evolutiva del nostro Paese, e, nello stesso tempo, stimola una riflessione operativa e concreta su quello che si potrebbe fare.
In effetti sino a quando la nostra umanità non imparerà a investire nella debolezza che caratterizza ognuno di noi non potremo avere un concreto sviluppo dei sentimenti empatici che migliorano la nostra cognizione del mondo. Una visione del mondo che si basa solamente su coloro che hanno ottenuto successo, che peraltro significa spesso possedere una enorme quantità di denaro direi che è decisamente lontana dal progetto che un sufficiente livello di coscienza umanitaria dovrebbe sviluppare. Ognuno di noi possiede una propria quota di fragilità, ed è proprio su questa quota che è possibile fondare il concetto di potenza, decisamente lontano da quello di forza (con questa si vince, con la prima si resiste).

Autore: 
Alessandro Bertirotti
Rubrica: 

Notizie correlate