Un ri... ri... ritorno felice

Lun, 02/11/2015 - 19:53

Scrivo questa lettera per parlare di una bella esperienza che mi è rimasta nel cuore e che ho condiviso con mio figlio. Un viaggio verso la bella e boscosa Irpinia, per partecipare al premio “Echi di poesia dialettale”, “La grande madre” che si è tenuto a Bonito (AV) il 2 agosto 2015.
Parlando di questo evento, non si può non ringraziare la presidentessa del premio Franca Molinaro e il presidente della giuria Prof. De Roma per aver organizzato e pubblicato online questo evento, oltre al prof. Paolo Saggese che ha valutato le opere di ogni partecipante.
Al giorno d’oggi in cui gli adolescenti sono attratti dallo sballo, dall’alcool, dalle discoteche piuttosto che dalla cultura, dalla lettura, dall’arte e da tutto ciò che può arricchirli davvero, è raro trovare un ragazzo come mio figlio.
Giuseppe Antonio Fava, fin da piccolo grazie a qualche insegnante è stato spinto verso la letteratura in vernacolo e ne ha scoperta la passione, vincendo numerosi premi e riconoscimenti a Reggio Calabria e provincia. La bellezza e la semplicità della sua poesia in dialetto calabrese “a scola ‘i ‘na vota” gli ha permesso di meritarsi questa ennesima soddisfazione.
Nonostante i miei viaggi di lavoro, per recarmi a Napoli ai convegni dal 1994 al 2005, questo sicuramente è stata una sorpresa che mi ha resa felice e fiera come mamma. Una soddisfazione inaspettata che mi ha riempito il cuore di orgoglio.

‘A scola ‘i ‘na vota di Giuseppe Antonio Fava
(dialetto di Reggio Calabria)

‘A scola ‘i ‘na vota era beddina
‘i ‘sti tempi è ‘na ruvina.
Ogni jornu succerunu guai
chi’ ai prufissuri non ci basta mai.

‘Na vota mÈ ziu n’ci rispundiu
a u prufessuri,
rivavo mÈ nonnu e u pigghiau
a maschiatuni.

‘Na vota i scolari aivanu
u grembiuli niru e blu
oggi non si usa chiù.

I figlioli m’iocanu nu
aivanu mancu ‘na padda
e a matina si carricavanu
i libbri ‘n’tà spadda.

La scuola di una volta – La scuola una volta era bellina/ di questi tempi è una rovina.// Ogni giorno succedono guai/ che i professori non risolvono mai.// Una volta mio zio ha risposto/ a un professore/ è arrivato mio nonno e gli ha tirato/ uno schiaffone.// Una volta gli scolari avevano/ il grembiule nero e blu/ oggi non si usa più.// I bambini per giocare/ non avevano neanche una palla/ e la mattina si mettevano/ i libri in spalla.

Autore: 
Francesca Amodeo
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