Un simbolo del passato: il braciere

Dom, 05/04/2020 - 19:30

Il mio viaggio nel passato continua con un altro elemento molto presente nella vita dei nostri nonni: il braciere. Tondo, ricoperto di carboni, realizzato in rame, ferro od ottone, dotato di maniglie laterali, era l’unica fonte di calore ai tempi in cui non esistevano i termosifoni. Intorno al braciere si riuniva tutta la famiglia per scambiarsi delle confidenze e ascoltare le vicende raccontate dai nonni sulla loro infanzia e la loro gioventù, con i nipoti completamente rapiti da ciò che ascoltavano, perché le loro storie di vita risultavano più avvincenti di un film.
Non c’era ancora la televisione o il cellulare, per questo parlare in famiglia era più facile e piacevole. E poi, al calduccio, si chiacchierava meglio… Occorreva però stare attenti a non avvicinare troppo le scarpe, perché c’era il rischio di bruciarle. Ogni tanto, tra una chiacchiera e l’altra, con una palettina di ferro, la carbonella veniva ravvivata scoprendo i carboncini finiti sotto il grumolo di cenere, così da risvegliare il calore.
Tra i carboni ardenti veniva inserita una buccia di arancia o di mandarino, che emetteva un odore che, mischiato al leggero fumo, creava un’atmosfera particolare. Il braciere veniva sistemato in un luogo separato dal resto della casa, una stanza con arredi poveri: un tavolo, alcune sedie e spesso una credenza con dentro le foto delle persone più care. Poi, quando arrivava l’ora di andare a dormire, veniva spento ricoprendolo con la cenere.
La mia mente viaggia e si immerge in quel clima familiare fatto di vicinanza, unità e senso della famiglia, dove la semplicità era la vera protagonista. Sono certa che quelle persone erano molto ricche, ricche di valori genuini e di affetto sincero. Chissà che qualcuno, nella propria casa, non conservi ancora il buon vecchio braciere e qualche volta, ripensando al passato, lo riprenda per rievocare i vecchi tempi…

Autore: 
Rosalba Topini
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