Un Travaglio lungo

Lun, 23/01/2006 - 00:00

La destra sinernese, come la destra del Paese, è alle prese con un fuggi fuggi generale che la dice lunga sulle prospettive di voto di questa parte politica. Non poteva essere altrimenti. Nel Sud e in particolare in Calabria la politica del centro destra è stata fallimentare. Siamo, è vero, un popolo paziente, ma la pazienza ha anche un limite e di fronte alla mancanza di una politica seria per il Mezzogiorno e di fronte all’eterna unica alternativa, quella di prendere una valigia e partire, anche la pazienza biblica di Giobbe non resisterebbe.
Non che il centro sinistra abbia fatto di più, né i governi del dopo unità fino ai nostri giorni.
Nicola Zitara ha scritto sull’argomento un libro che ha fatto testo in tutta Italia “1861 Nascita di una Colonia”. D’altra parte, basta pensare alle leggi oscene che sono passate in Regione Calabria all’unanimità e che continuano a passare, alla retorica insopportabile dell’attuale presidente Agazio Loiero. Ma spettava al governo centrale dare il segno di una svolta, di un cambiamento che era nelle aspettative di una regione troppo spesso esclusa e raccontata, e, invece, il disinteresse che ha mostrato verso il Sud e i suoi problemi è stato pesante. Anche ora, hanno trovato, i nostri politici, un cavallo di battaglia per i loro slogan pubblicitari e con la scusa della lotta alla mafia, ci stordiscono di parole e di retorica e non si parla di altro ed invece i ritardi della nostra regione, oltre che dalla presenza mafiosa, sono determinati da mancanze  infrastrutturali, di modernizzazione, di indirizzo, di allineamento al resto dell’ Europa. L’armata del centro destra, che ora si rivela essere stata una “armata brancaleone”, mostra crepe da tutte le parti. Viene in mente il proclama di Armando Diaz dopo la vittoria nella prima guerra mondiale, anche questa destra come l’esercito austroungarico, risale disordinatamente le strade che aveva disceso baldanzosamente. Ma così vanno le cose della vita. Poi il “voltagabbanismo” è uno sport molto praticato in Italia e da molto, moltissimo tempo. Fatto sta che accanto al Sindaco Alessandro Figliomeni, a cui bisogna riconoscere il merito della coerenza e del coraggio, essendo uno dei pochi politici di primo piano, ad essere rimasto al suo posto, c’è il vuoto. La sua solitudine è pesante, sono rimasti in pochi di quella formazione vittoriosa che era riuscita a far vincere alla destra, per la prima volta forse, le elezioni comunali assicurando, a Figliomeni, la poltrona di Sindaco della città. Via Luciano Racco e il Nuovo PSI, via Piero Fuda e il suo movimento, via Cosimo Figliomeni approdato all’UDEUR, via Riccardo Ritorto e i suoi, via poi anche singoli consiglieri che costituivano l’ossatura della grande armata che aveva sconfitto niente di meno che Mimmo Panetta. In controtendenza il solo avvocato Gianni Gerace. In queste condizioni parrebbe che le carte in mano ad Alessandro Figliomeni siano poche, sembrerebbe, il destino della destra, già segnato e ciò malgrado le difficoltà della sinistra che non riesce a trovare una proposta unitaria su un nome da proporre tutti assieme, dall’UDEUR a Rifondazione Comunista ad Alleanza, per Siderno per la poltrona di Sindaco. Ma proprio queste difficoltà, le cose fatte, che il Sindaco indica con orgoglio quale frutto del lavoro della sua Giunta: lo spostamento della Biblioteca dal carcere in cui si trovava in nuovi locali più idonei, il rifacimento di Piazza Tabarano, la pista ciclabile sul lungomare, il progetto di una strada a monte della 106 che collegherà Locri a Siderno. E ancora le altre opere realizzate, prima fra tutte la vasca monumentale e le villette accanto al Municipio, la villa sul lungomare, prima quasi abbandonata, scuole, locali per anziani, strade aperte e poi le varie iniziative ludiche fra cui la notte bianca del 5 gennaio 2006 e così via. Ma soprattutto il senso democratico della sua Giunta, noi aggiungiamo il suo personale e di qualche assessore, cosa che senza dubbio rappresenta una svolta positiva rispetto al recente passato. Ecco queste sono le cose che inducono il Sindaco all’ottimismo. A questo si aggiungano i contatti personali che ha avuto nel suo quinquennio e che continua ad avere con la cittadinanza e con le associazioni cittadine più significative. “Queste sono, dice Figliomeni, cose alla luce del sole, fattori positivi che avranno un ritorno in consensi”.
 Ma sulla vasca i pareri dei cittadini non è che siano unanimi accanto ai consensi, c’è chi la critica aspramente, chi la giudica l’ennesimo esempio di mancanza di gusto, di spropositate dimensioni, del suo elevarsi in verticale verso il cielo, di non fruibilità da parte dei cittadini per lo spazio angusto rispetto alle proporzioni del complesso che non ha uno stile unitario, che è privo di armonia, che è fuori posto, che si propone di riproporre cose che sono improponibili e fuori tempo con i suoi  improbabili leoni privi di attributi, di un bronzo insopportabile rispetto al granito della struttura, i suoi cinghiali e caprioli (nelle villette) inconsueti in una marina, i  viali stretti delle villette, con lo stile barocco che appesantisce il tutto, con l’impressione che si ha di opera di regime magniloquente ma negletta in quanto a messaggio di una cittadina moderna che ha di recente conquistato sul campo il titolo di Città, dopo aver conquistato, qualche anno fa, quello di città più sicura, secondo un importante settimanale a tiratura nazionale. Sembra che il buon gusto, dicono alcuni, in questa città sia andato via, sembrano le cose citate, più la continuazione dell’orrenda sequela di cose orribili propinateci dalla Giunta Panetta, dalla illuminazione ormai cadente, alla filo diffusione, dal rifacimento del Municipio, alla ristrutturazione con destinazione “case popolari” del palazzo “De Moià” a Siderno Superiore, insomma una continuazione stupefacente nell’imbruttire questa città.
Comunque, a sentire il Sindaco lo aspetta dietro l’angolo l’ennesima vittoria. Ora è certo che una amministrazione oltre che sulle alleanze si poggia pure sulle cose realizzate, sui percorsi intrapresi, sul buon governo messo in cantiere. Ma sono tutte rose quelle che la giunta Figliomeni può mettere in campo?. Le opposizioni tuonano di no, per loro l’amministrazione della destra è stata fallimentare, niente da salvare, niente da mettere in conto come fatto positivo a cui appigliarsi. Sappiamo però che l’opposizione tende sempre a vedere nero, sappiamo che non si concede molto, dalle nostre parti, all’avversario politico, considerato sempre un nemico da massacrare più che un avversario con cui confrontarsi. Così vogliamo noi entrare nel merito con più pacatezza. Molte cose sono state fatte, non c’è dubbio, e però molte cose sono state fatte bene e molte altre sono state fatte male. Una per tutti la Piazza Tabarrano con invadenti vele al vento, e dosi massicce di cemento in uno spazio angusto.
Quello che, ad avviso di molti però, manca a questa città è una idea coerente di sviluppo e di indirizzo, un tracciato, un percorso nuovo adeguato ai tempi. L’impressione è che la Giunta abbia detto sì a tutte le istanze presentate dai cittadini, a tutte le intraprese, creando così un disordine di fondo e un affastellamento di varie cose che non costituiscono armonia, che finiscono per essere problemi non facilmente sormontabili, che si traducono in costi per la comunità, rispetto alla necessità di presentare agli operatori, ai visitatori, agli altri paesi viciniori un modello, un punto di riferimento che comunque Siderno è stata in epoche ormai lontane. E’ mancato, per i critici della Giunta Figliomeni, un progetto, una idea entro cui le cose avrebbero dovuto incasellarsi e fare parte di un organismo vitale, proiettato verso il futuro. Invece questo è mancato. Le stesse iniziative, tante, in campo ludico e culturale non obbediscono ad una idea di fondo forte, capace di mandare segnali coerenti fuori dalla comunità, ma sembrano tutte cose opinabili. Malgrado l’indubbia vitalità che la rende appetibile, non c’è un nucleo, un punto di riferimento che serva a rendere diversa la nostra Città, moderna, al passo con i tempi come pretenderebbero gli operatori che in essa agiscono e che sono la vera forza di questa comunità e che finiscono per trascinare l’Amministrazione comunale entro iniziative che invece andrebbero tutte ricondotte in un alveo intelligente e moderno. Insomma la giunta Figliomeni, ha nel suo bilancio, ombre e luci, generosità e cattivo gusto, sostenitori e critici.
Da parte nostra vogliamo chiudere con un brano della “Lettera sulla felicità” di Epicuro: “…Di tutto questo, principio e bene supremo è l’intelligenza delle cose, perciò tale genere di intelligenza è anche più apprezzabile della stessa filosofia, è madre di tutte le altre virtù. Essa ci aiuta a comprendere che non si dà vita felice senza che sia intelligente, bella e giusta, né vita intelligente, bella e giusta priva di felicità, perché le virtù sono connaturate alla felicità e da questa inseparabili.” E inseparabili sono dal buon gusto, dalla buona misura, dall’armonia delle cose.

Autore: 
Antonio Baldari
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