Una bella gioventù

Sab, 01/06/2013 - 10:48

Ho visto i ragazzi dell’IPSIA di Siderno e dell’Istituto comprensivo di Gerace partecipare al viaggio sulla “nave della legalità”.
Provenivano da Africo, da Platì, da Siderno, da Canolo, insomma da tanti paesi della Locride.
Sono ragazzi pieni di freschezza, motivati, allegri,  educati.
Smentiscono con lo sguardo prima che con le parole le percentuali di mafiosità diffuse ad arte sulla nostra zona.
Hanno partecipato all’iniziativa con un progetto decisamente innovatore e dai contenuti oggettivamente rivoluzionari.
Hanno fatto un viaggio nel tempo prima che sulla nave.
Hanno letto i diari dei grandi viaggiatori del secolo scorso ed hanno scoperto che la ‘ndrangheta non c’era o era un fenomeno marginale.
Si sono soffermati sulle riflessioni di Zanotti Bianco durante le lunghe notti passate ad Africo.
Zanotti Bianco ad Africo aveva notato la disperazione della gente, il pane immangiabile di cui si nutrivano gli abitanti, i vestiti a brandelli, l’unica  pluriclasse ospitata in una stalla, la mancanza di un medico.
Il grande intellettuale non parla di ndrangheta ma di disperazione.
Secondo i ragazzi delle scuole di Siderno le letture sono servite a smentire, senza ombra di dubbio, che la ‘ndrangheta ci appartenga come popolo, che ristagni nel nostro DNA. La ndrangheta è un fenomeno storico e non di razza. è figlia di uno Stato ingiusto e di una società ammalata.
Nel loro studio gli studenti hanno  percorso la lunga storia della ‘ndrangheta da fenomeno di contestazione e di difesa degli emarginati e degli oppressi a organizzazione criminale tesa ad ottenere potere e ricchezza. Hanno osservato la fine tragica degli “uomini di onore”, per mano di una nuova leva di mafiosi avidi di denaro a qualsiasi costo.
Denaro anche a prezzo di sangue innocente.
Una lettura originale, non scontata, interessante sulla ‘ndrangheta nella Locride.
Le conclusioni sono interessanti: la lotta contro la ‘ndrangheta è lotta per il rispetto della Costituzione.
La lotta alla ndrangheta è un momento della lotta per cambiare la società.
Hanno ribaltato un luogo comune che delega alle forze dell’ordine e alla magistratura il ruolo di principale antagonista alla ndrangheta.
è il popolo il vettore da cui passa una nuova legalità fondata sul dettato Costituzionale.
A lato riportiamo le conclusioni a cui giungono i ragazzi dell’IPSIA e dell’Istituto comprensivo di Gerace.
Adesso ci piace guardarli accanto ai loro professori sfilare per le strade di Palermo. Sventolano bandiere, salutano i cittadini, portano i loro striscioni, guardano pensosi i luoghi delle stragi, restano muti e in silenzio quando la tromba intona il silenzio.
Sono parte della  “meglio gioventù” e sono i nostri ragazzi di cui dobbiamo essere fieri
Non possiamo e non dobbiamo spezzare la loro innocenza e il loro entusiasmo. L’ipocrisia del potere, la falsa lotta alla ‘ndrangheta ci tenteranno.
Per intanto loro hanno iniziato questa interessante esperienza con un gesto di grande valore: il loro primo atto è stata la visita alla tomba di Placido Rizzotto, le cui ossa a lungo disperse in una foiba corleonese, oggi riposano nel cimitero di Corleone. Un morto ingombrante come lo sono decine di sindacalisti uccisi dalla mafia e traditi dagli apparati dello Stato che ne ha coperto gli assassini e rimosso la memoria. I ragazzi della Locride partono da questa tomba e non è un gesto senza significato ma profondamente in linea con il loro progetto.

Autore: 
Ilario Ammendolia
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