Una catena umana contro lo smantellamento della ferrovia jonica

Sab, 29/08/2015 - 12:57

La ferrovia jonica non s’ha da chiudere.
Negli ultimi mesi il tema dello smantellamento lento ma progressivo della nostra linea ferrata è stato indubbiamente uno dei temi caldi affrontati nella Locride e, più in generale, in tutta la costa est della Calabria. Convegni, dibattiti e proteste si sono succeduti a ritmo serrato facendo esprimere le persone più disparate relativamente all’azione di una burocrazia cieca ed egoista che, sono tutti d’accordo, con questo atto “banalmente malvagio” metterà definitivamente fine alla storia del trasporto pubblico in tutta la zona.
Come se non bastasse, per molti cittadini lo smantellamento della ferrovia jonica ha anche un significato più profondo: una sorta di disprezzo che le istituzioni dimostrerebbero di provare nei confronti di quei calabresi (non importa se onesti o incalliti criminali, civili o incivili, contribuenti puntuali o evasori totali) che hanno deciso di restare nella propria terra.
Cercando di combattere questa convinzione, un passaparola favorito dai social network e da un volantinaggio serrato ha annunciato in settimana una nuova iniziativa di protesta, unica nel suo genere, nei confronti di questo atto di abbandono. Tutti i residenti nei 500 chilometri di costa interessati dallo smantellamento sono stati infatti invitati a prendere parte a una catena umana che si è svolta questa mattina alle ore 11:00. Con ritrovo in quelle stazioni che presto potrebbero diventare solo il vuoto esempio di una rimpianta architettura novecentesca, decine di manifestanti e amministratori comunali hanno gridato al mondo il loro no al tentativo delle istituzioni di rinchiuderci nel dimenticatoio, sottolinenando che un servizio a singhiozzo e obsoleto, all’attuale stato di cose, è certamente meglio dell’isolamento totale.
Sindaci e vicesindaci, assessori e consiglieri, oltre a componenti di associazioni e residenti che volevano dimostrare il loro interesse per la questione, si sono riversati nelle stazioni di tutto il comprensorio.
A Locri erano presenti non solo Giovanni Calabrese, Raffaele Sainato e buona parte della giunta comunale, ma anche Giuseppe Varacalli, così come a Siderno si potevano riconoscere Pietro Fuda, Anna Romeo, Domenico Panetta e tutti gli assessori e consiglieri comunali, ma anche Caterina Furfaro. Situazioni simili si registravano a Monasterace, Roccella e Gioiosa.
Ora che una volta di più abbiamo fatto sentire la nostre voce, il governo centrale si decida ad ascoltare le nostre richieste. Siamo più di un semplice numero stampato sulla carta.

Autore: 
Jacopo Giuca
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