Una lettera aperta per salvare i settori Culturali e Creativi

Mer, 28/10/2020 - 12:00

Lo scorso settembre, come membro supplente del  Comitato Europeo delle Regioni , sono stato  nominato in commissione SEDEC, relatore per il parere “il rilancio dei settori culturali e creativi”.
La necessità di redigere questo parere è scaturita dai già gravi problemi dei settori  aggravatisi  a causa del Covid-19.
Insieme con l’esperta da me nominata, abbiamo incontrato o fatto pervenire domande a stakeholder  italiani e di tutti gli Stati membro, le sollecitazioni a noi giunte, sono state quasi sempre le stesse.
Comprendendo bene la problematicità del momento e la necessità di trovare soluzioni affinché  il propagarsi del virus venga arginato il più possibile,  trovandoci nuovamente  in piena crisi pandemica,  ci chiediamo cosa sia stato pensato realmente per affrontare questa nuova emergenza  alla luce di quella passata e perché, non si sia acquisita la consapevolezza che un nuovo lockdown potrebbe sancire la fine definitiva di tante realtà, soprattutto le più piccole.
L’ultimo DPCM 24 ottobre 2020, difatti, sembra disconoscere i danni già subiti da questo settore e tende ad aggravarli ulteriormente.
Con questa lettera,  ci facciamo portavoce di tutti gli operatori dei Settori Culturali e Creativi e del loro indotto, chiediamo di voler ripensare nel più breve tempo possibile alla decisione scellerata di un ennesimo lockdown per questi settori ed esorta a trovare delle procedure più consone per garantire la salute dei cittadini, ma anche la vita delle attività, soprattutto le più piccole, per le quali non sono esistite sovvenzioni o altro.
Distanziamento sociale;
numero di fruitori contingentati;
obbligo di mascherine;
sanificazione dei luoghi;
tamponi obbligatori gratuiti per  operatori e  artisti che necessariamente devono stare a distanze ravvicinate;
utilizzo degli spazi all’aperto;
Queste procedure sarebbero a nostro avviso sufficienti a garantire la sicurezza sanitaria della cittadinanza e a fare sopravvivere questi settori, unendoli al contempo ad un reale sforzo economico dello Stato, anche utilizzando le diverse risorse che l’Europa sta mettendo a disposizione e ad un serio lavoro per normare il sistema di welfare di tante categorie di questi settori.
Chiediamo un DPCM pensato non più in emergenza, ma che scaturisca dall’esperienza fatta durante questi mesi e dalla reale consapevolezza che i Settori Culturali e Creativi nella loro ampiezza e varietà, rappresentano un importantissimo traino per l’economia del paese.
Fiduciosi di un Vostro autorevole intervento, porgiamo distinti saluti.

Giuseppe Varacalli
Luisa La Colla

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