Una messa in memoria di Pasquino Crupi a Polsi

Sab, 14/09/2013 - 18:28

Pasquino Crupi l’aveva nel cuore la Madonna. In un suo scritto, la riflessione sul Luogo Sacro:“Il Santuario di Polsi è un luogo di devozione. Anche di ispirazione. Ma di ispirazione di santi pensieri. Non mai di ispirazione letteraria autonoma. Il soffio dell'arte colà, dove il rimbombo del cuore in piena è la poesia, tace. I letterati sono obbligati a rassegnarsi. Per poter raccontare, sono necessitati ad aderire al detto, al tramandato, alle pieghe dell'anima popolare come la pelle ai nervi. Quanto alla materia del racconto, non possono accrescerla. Quanto alla forma, le carambole sono disdette.
L'orfismo della parola, che ha esitato la sua inconcussa superbia trasformatrice, si arresta sulla soglia del santo Convento. Qui il popolo, muto da sempre, balbettante da sempre, stacca gli accenti dalle sillabe tormentate, indecise a diventare parola, e li solleva, al di là della geografia del digiuno linguistico, alla geografia dell'Eterno, ossia alla preghiera, parola compiuta”
In quel Santuario si è svolta il 13 settembre 2013, la celebrazione eucaristica dedicata alla memoria del prof. Pasquino Crupi, cerimonia voluta dalla Fondazione Corrado Alvaro, dal Centro Studi P. Stefano De Fiores e dal Santuario della Madonna. Alla cerimonia hanno partecipato, oltre ai rappresentanti delle istituzioni culturali sanluchesi Bruno Bartolo, Antonio Strangio e Fortunato Nocera cittadini di San Luca e di altre località, amici del professore di Bova Marina, Ardore, Bovalino ed una rappresentanza della Associazione Cultura Mediterranea guidata dal Presidente prof. Carmelo Catalano, il quale ha comunicato di aver ricevuto dai coniugi Cassar di Malta, intellettuali ed amici di Crupi, un messaggio di condoglianze per la morte dell’insigne letterato. Il superiore del Santuario canonico don Pino Strangio, ha dedicato l'omelia al Professore ricordando ciò che lo legava al Sacro Luogo ed i vincoli di amicizia e di stima con i rettori del Santuario: Don Giosafatto Trimboli prima e con lo stesso don Pino. Infine ha preso la parola Fortunato Nocera per ricordare l'amico, l'intellettuale, il meridionalista ed il difensore degli umili e degli indifesi.

Autore: 
Mimmo Agostini
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