Una salsiccia non vi salverà

Sab, 28/07/2012 - 12:03
Una salsiccia non vi salverà

Agosto, il mese degli sciacalli. I senza lavoro avanzano verso il miraggio coi soliti mezzi.
E l’insaccato made in Calabria, quello the original, quando i pomodori diventano un contorno di lusso, acquista sexy appeal: le nostre salsicce appese hanno la stessa stima del perizoma di Belen sganciato.
I pezzi grossi, tornati per la ferie nei luoghi d’origine, promettono e scroccano, scroccano e spruzzano stelle di plastica nella sere di mezz’estate. E s’illuminano d’importanza con la speranza riflessa. Poi imbandiscono approdi quotidiani: le tavole sembrano quelle truccate di vecchie bettole nel porto di Marsiglia, piene di calamite sotto il truciolato grezzo.
Doppia coppia: una cassa di Mantonico e una di Greco.
Tris di salsicce tagliate a mano del noir d’Aspromonte.
Colore, rosso come la ‘nduja. Grazie a un metro di Spilinga lo scorso anno un ragazzo di Siderno è entrato nella cooperativa che pulisce i bagni della stazione Tiburtina. 450 euro al mese più le mance. Un miracolo.
Poker, rien ne va plus. Dopo 40 chili di soppressate di Canolo in tre anni senza risultati per il figlio, un padre è ritornato con aria malmessa dallo spacciatore di promesse anche quest’anno. Gli ha calato sul tavolo quattro calibro nove. Nere. Come la disoccupazione calabrese.