Vacanze Romane

Gio, 28/05/2020 - 09:00

Quella volta Peppe e Seby organizzarono delle perfette vacanze romane. Si portarono dietro Toto “u Professore”. Lui lavorava nella forestale, ma si era messo sotto a studiare, si era laureato in Lettere da poco. Ripeteva che era stressato, che aveva bisogno di distrarsi. Da tempesta perfetta, quelle giornate: il mercoledì la Roma di Totti recuperava la partita che era stata rinviata contro il Milan di Berlusconi, ma contro i rossoneri schiacciasassi, come dimostrò il campo, c'era poco da fare. Giovedì mattina si scopriva la targa in onore di Corrado Alvaro, nella casa in cui il letterato visse molti anni e si spense l'11 giugno del 1956, in Vicolo del Bottino. Sarebbero arrivati da San Luca gli amici della Fondazione e, il pomeriggio, tutti insieme a Montecitorio. In portineria c'erano i Pass lasciati dall'Onorevole Grifó per assistere alla seduta della Camera. La sera, a cena dal paesano Rocco Del Forte (offriva la Ditta), in Via dei Banchi Nuovi. Chef Seby  avrebbe fatto da personale volontario ai fornelli, si era portato da giù il guanciale (u buccularu), non ci sarebbe stata storia con la pancetta di Amatrice, che sta alla base dei famosi spaghetti. A tavola, il più chiacchierone era Toto “u Professore”. Con l'aria del neo dottore che sa, cuntava fatti e fatticegli. Di quando Salvatore Quasimodo si recò a Stoccolma per ritirare il Premio Nobel e fu affidato a Gianni Boncompagni, che aveva cominciato a collaborare in RAI e aveva moglie svedese. Accompagnò per due giorni lo scrittore in posti suggestivi, al centro della città, al Museo, nei Parchi; poi quello sbottò: «Ma qui voi non … mai?» Indugiò su un film, "La guerra di Charlie Wilson": il deputato americano (interpretato da Tom Hanks) amante della bella vita e delle buone cause (l'aiuto concreto dato ai ribelli afgani nella loro guerra contro i russi) ha un rapporto sessuale con una donna dell'alta società (interpretata da Julia Roberts), che lo stesso piacere si era scambiata con un altro uomo prima di raggiungerlo in camera. «Niente doppietta?» chiede lui all'altra che si sta rivestendo. Risposta: «Ma non sai contare?» «Dicevo con me.» chiarisce l'uomo. Tornò sull'episodio - il gruppetto dei calabresi aveva assistito alla seduta dal palchetto - del Presidente della Camera che, comunicato l'esito della votazione che vietava ora di fumare nei locali pubblici e il successivo ordine del giorno con un'uguale misura per i superalcolici dopo la mezzanotte. Sorridendo disse: «Non oso pensare qual è la terza cosa a cui ci chiederanno di rinunciare…» Il giovane commesso, che non ne capisce l'ironia, si allarma: «Ma che davero davero?» come si dice nella sua Roma. Toto “u Professore” calò anche un altro carico da undici: «Ma è vero che con una tariffa da 300 euro in su sono escort e non put... ?» Filo conduttore tutto mondano se non “erotico”, si direbbe, quello dei suoi “cunti” e dei suoi “progetti”. A un certo punto fu preso da una strana fretta, disse alla comitiva che avrebbe raggiunto l'albergo per conto suo. La serata romana, insomma, per lui non era finita. Ci siamo "distratti" un po’. Di questi tempi, però, può essere un "lusso". Ma nemmeno potremo cavarcela con gli scongiuri. Lo sguardo va rivolto ai problemi della salute e dell'economia, alla capacità di "preservarci" e di avere iniziativa. Queste emergenze non tollerano notizie che ingrandiscono le paure. Le preoccupazioni sono tutte fondate, le statistiche debbono essere credibili. Le azioni dei governi tese a evitare tragiche strumentalizzazioni e a metterci nelle condizioni di ripartire. La scienza ha bisogno di tempi per darci delle certezze, per questo non dobbiamo violare i comportamenti di grande prudenza raccomandati dalle linee guida sulla pandemia.

Autore: 
Franco Crinò
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