Valentina, sardina calabrese a Parigi: "Debelleremo la malattia dell'odio"

Dom, 15/12/2019 - 11:00

Le Sardine continuano a moltiplicarsi e il format è ormai diventato internazionale. Ieri, sabato 14 dicembre, al grido "Parigi non si Lega" anche Place du Trocadéro è stata teatro del movimento di protesta nato in Italia, esattamente un mese fa, come risposta all'ondata di odio che ha infettato l'intera penisola. L’evento si è tenuto in contemporanea con altri raduni di sardine in programma a Roma, Londra e altre città italiane ed europee.
Come tutti gli altri gruppi di Sardine in Italia, anche il movimento parigino è nato sui social, dall’idea di un gruppo di giovani entusiasti del successo registrato nelle tante piazze d'Italia.
Abbiamo intervistato Valentina Cogliandro che, al di là di aver avuto nella vita la sventura di essere mia sorella, ha dentro di sé una delle fortune più grandi: la gioia di ricominciare, sempre, ad ogni istante.
La rivoluzione ittica, il fish mob come lo chiamate voi, arriva a Parigi. Ma a voi che ve frega?
Che ce frega? Noi italiani all'estero siamo pur sempre italiani, essere lontani chilometri non vuol dire disinteresse verso la nostra patria, anzi, tutt'altro: l'interesse cresce perché ci rendiamo conto di come il mondo fuori dallo stivale sia diverso. Parigi è una città multietnica, e regala suoni, odori e sapori che vengono da ogni parte del mondo, e tutto ciò non fa altro che aumentare la consapevolezza che tra un uomo e un altro non ci sia differenza alcuna; allo stesso tempo, cresce l'indignazione verso la politica italiana, verso tutti coloro che vogliono far credere il contrario. La voglia di combattere questa "malattia" nasce spontanea, ovunque tu ti trovi. I ragazzi di Bologna hanno suonato l'allarme o forse una sveglia, l'importante è che ci abbiano invitati a una riflessione.
Come vi siete ritrovati e come avete organizzato la manifestazione di ieri?
Mi trovavo in aeroporto e stavo leggendo alcune interviste a Mattia Santori, un ragazzo, anzi un uomo, pacato, educato; nonostante tutte le insinuazioni e le domande appositamente costruite per sminuire quanto sta facendo, è riuscito a dare sempre la giusta risposta. Giusta almeno per me e tutte le migliaia di sardine che sono scese nelle piazze europee il 14 dicembre. Letta l'intervista, ho scritto quindi un post su facebook e, oltre agli insulti (qualche esempio: "zecche rosse, il PD vi ha plagiato, andate a lavorare…"), ho trovato anche dei commenti amici tra cui quello di Michele Coni: "Loro (riferito alle sardine di Bologna) hanno iniziato in quattro, forza facciamo un gruppo!". Subito dopo, Ettore mi ha contattata e invitata a diventare amministratrice del gruppo "Sardine a Parigi", che in 10 giorni ha raggiunto oltre 1000 inscritti. Ci siamo incontrati più volte insieme a tutte le "sardine" che hanno voluto partecipare alle nostre riunioni e ci siamo divisi i compiti per la buona riuscita della manifestazione a Place du Trocadéro, piazza scelta perché già teatro di altre manifestazioni, come quella dei gilet gialli, e perché alle sue spalle sorge il simbolo di Parigi, la Tour Eiffel.
Cosa fate nella vita? Tra di voi c'è chi ha una storia politica alle spalle?
Io sono tecnico di neurofisiopatologia, Michele Coni archivista, Paolo Stifano studente di scienze politiche, Francesca Ferraioli cameriera, Federica Ferrara dentista, Clarissa Stincone sta frequentando un dottorato in lessicografia, mentre Ettore Bucci frequenta un dottorato in scienze politiche; un grande aiuto viene anche da Marina Oracolo, una ragazza che abita a Lille, che fa la commercialista. Al gruppo iniziale si sono aggiunti tanti altri che si sono subito resi disponibili per organizzare l'evento. Nessuno di noi ha mai fatto politica.
L'età media del vostro gruppo?
Si va dai 20 ai 70 anni, ma la fetta maggiore è composta dai trentenni.
Oltre te, ci sono altri calabresi?
Nel gruppo organizzatore no, ma nel corso della manifestazione è intervenuto un professore calabrese, Enrico Natalizio, e credo ci siano state altre sardine calabresi.
Le sardine sbarcano anche a Parigi, dunque, ma poi? La strategia difensiva di chi ha deciso di dare vita a questa spirale volteggiante come i banchi di pesce azzurro, basterà a smuovere le acque se non si pensa anche a una strategia di prospettiva, a medio e lungo termine?
Intanto noi stiamo mettendo in atto la difesa migliore, e la difesa migliore è ascoltare tutti coloro che stanno esprimendo il loro disappunto nei confronti di una società in cui l'odio sta distribuendo ovunque i suoi biglietti da visita. In fondo si tratta di una difesa che è anche un attacco contro questa regressione alla "cultura del nemico". Siamo arrivati al punto che c'è chi si augura che gente che sfugge dalle guerre e dalla fame affondi in mare. E ce lo si augura senza vergogna, sui social come al bar, perché sperare nella morte di un altro è diventata normalità. Questa la chiamiamo civiltà? Questa è una società evoluta?
Cosa avvelena oggi la politica?
La voglia inarrestabile di potere.
Perchè Salvini è ancora in cima ai sondaggi che lo vedono come il leader più amato dagli italiani?
In realtà è sceso, ma comunque l'unica risposta che posso darti è che la crisi economica che investe il paese ormai da più di 20 anni ha fatto crescere in modo esponenziale il malcontento generale e, anziché trovare la soluzione, la gente cerca la causa. E Salvini, avvolto dal suo velo di cristiano salvatore della patria, l'ha trovata nello straniero che, non dimentichiamocelo, prima era costituito da noi meridionali, molti dei quali adesso, colpiti da un Alzhaimer pericolosissimo, lo difendono a spada tratta. Ovviamente non tutti, ed è per questo che nascono le sardine, italiani stanchi del populismo, del finto buonismo dietro cui si celano politici corrotti e affamati di potere.
Dai vostri dibattiti pre-manifestazione che Italia è emersa?
Sono emerse due Italie: una stanca, arrabbiata ma nello stesso tempo speranzosa, e un'altra credulona e razzista.

Autore: 
Maria Giovanna Cogliandro
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