Vincent Raschellà, Il "Falco" di Caulonia

Dom, 08/06/2014 - 10:55
Pioniere dell’aviazione, sarà ricordato con un convegno

Si terrà a Condofuri 11 Giugno 2014 alle ore 17.30 presso Centro Operativo Comunale di Protezione Civile il Convegno e intitolazione velivolo ultraleggero a “Vincent Raschellà”. Pioniere dell’aviazione. Interverranno: Salvatore Mafrici, Sindaco di Condofuri, Giovanni Riccio, Sindaco di Caulonia, Enzo Di Chiera, responsabile progetto “La Memoria Ritrovata”, Mario Vasile, presidente dell’associazione sportiva “38° N Fly Zone”
Personalità ed autorità del mondo aereonautico.
Il 25 settembre 1889 dopo anni di studi e molti tentativi, il sogno di Vincent Raschellà, artista inventore e pioniere dell’aviazione, nato a Caulonia nel 1863, diventava realtà.  
Sulle colline dell’entroterra cauloniese, alla presenza di testimoni che ne documentarono la veridicità, Vincenzo Raschellà, in paese detto “Vici u pacciu”, con un aliante da lui costruito e battezzato “il falco” si alzò in volo percorrendo una distanza di circa 200 metri.
Per la rivista americana “Science and invention” è considerato addirittura un antesignano dei fratelli Wright che effettuarono il primo volo della storia nel dicembre del 1903.
In omaggio a quello storico evento l’associazione “38°n fly zone” ricorda la figura di Vincent Raschellà intitolandogli un velivolo ultraleggero.
Dopo la celebrazione del 150° anniversario della sua nascita, avvenuta a Caulonia il 25 settembre 2013, su iniziativa dell’associazione culturale “La memoria ritrovata”, questo è il primo concreto passo per il riconoscimento storico del talento e delle invenzioni di un personaggio straordinario, del quale fino a poco tempo fa in Italia ma soprattutto in Calabria poco o nulla si sapeva.
Questo il testo scritto da Vincent per descrivere il primo volo:
« Dopo un certo numero di vani tentativi con gli aquiloni, mi sono reso conto dell’impossibilità di poter volare in questo modo e mi diedi alla ricerca di mezzi che offrissero maggiore stabilità e che potessero essere usati con una forza motrice. Il pallone con le ali di pipistrello » Con questa idea in mente ho creato più tardi un apparecchio simile agli aquiloni precedenti, sostenuto da un pallone a forma di sigaro, fatto di tela foderata con carta velina. Trattai la tela con una soluzione di cloruro di cilicio, solfato di ferro e allume, per renderla incombustibile. Questo pallone con le due punte acuminate misurava circa 13 metri di lunghezza, 4 metri di altezza e 3 metri di grandezza. II nuovo velivolo era completato da due ali, simili per forma a quelle di un pipistrello, due pedali, sedile, lèva, pulegge e due eliche, che dovevano essere mosse con la forza dei piedi.
«Il 25 settembre 1889, giorno del mio ventiseesimo compleanno, ho fatto il primo volo con quest’apparecchio, partendo dalla sommità della balza usuale. Il volo è stato un vero successo, poiché coprii la distanza di circa duecento metri ed atterrai presso un grosso albero di albicocche.
Avrei potuto volare più lontano, ma il luogo dei miei esperimenti era una collina di un fondo di mio padre, chiamato Scrongi, ed il terreno circostante era inclinato in modo tale che l’unico punto su cui si poteva atterrare era lo spazio vicino all’albicocco. «Dopo questa prima prova ho
fatto altri voli, alcuni dei quali riuscirono veramente ottimi. Data la limitazione dello spazio a mia disposizione, i miei voli di resistenza consistevano nel girare intorno descrivendo piccoli cerchi ed in questo modo riuscii a mantenermi in aria anche per quaranta minuti.
Chiamai il mio velivolo: «Il Falco».

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