Vivere l’autunno della vita e partire accompagnati nel profondo Sud

Lun, 05/12/2016 - 16:23
Proponiamo di seguito il giudizio più che positivo di una nostra lettrice sulla struttura sanitaria Universo di Africo.

Il Sud d’Italia per la verità, come tutto il Paese del resto, non gode di ottima fama per l’assistenza sanitaria e più in generale per l’assistenza alla persona.
Senza voler scomodare l’invalso senso comune del pianto magno greco che qui in Calabria ha radici millenarie, vivere - e ancora più morire - nella nostra terra, fuori dalla famiglia in situazioni di lunga decenza, è più difficile che altrove. È un dato di fatto.
Di certo, tra le più svariate analisi possibili, trova spazio anche la carenza di strutture adeguate e più ancora molto spesso la scorretta (per non dire mala o fraudolenta) gestione delle stesse.
Eppure, in uno dei territori più tristemente famosi che periodicamente assurgono agli onori delle cronache per eventi non proprio edificanti, ha sede una struttura che, a dir poco, sfata miti, giudizi e pre-giudizi, ridando senso e dignità al vivere l’autunno della vita e al partire accompagnati.
Parlo e scrivo della struttura sanitaria a lunga degenza Universo che si trova nel comune di Africo, in provincia di Reggio Calabria. Si tratta di una Residenza Sanitaria Assistenziale convenzionata con il SSN.
E ne parlo da due prospettive: da oriunda trapiantata da oltre vent’anni nella capitale d’Italia, che ha avuto modo di conoscere e impattare con strutture adibite ad analogo scopo e da testimone diretta per aver vissuto – recentemente – la condizione di parente di una persona costretta a vivere gli ultimi momenti della sua vita lontana da casa e ricoverata presso il centro Universo.
Una testimonianza personale è sempre una cosa seria perché racconta un’esperienza di vita vissuta e come tale ha valore intrinseco e non opinabile.
Costretta dal sopraggiungere di un ictus ischemico grave che l’ha totalmente paralizzata e dopo una degenza ospedaliera di una ventina di giorni, la mia famiglia ha dovuto ricoverare la nonna presso una struttura a lunga degenza, non essendo più possibile offrirle cure adeguate a casa. Una lunga, estenuante ricerca di una location dignitosa e attrezzata, ci ha condotti al centro Universo di Africo.
Nella settimana di ricovero della nonna ultracentenaria, abbiamo potuto constatare una competenza professionale e uno standard igienico senza alcun confronto, non solo con altre strutture simili o nosocomi del territorio, ma posso affermare, senza alcuna tema di smentita, anche con molte strutture di tutto il Paese.
Se già questo potrebbe essere più che sufficiente per definire la struttura di Africo quasi un miraggio nel deserto, vi è in realtà un ulteriore fattore sorprendente a rendere tale centro una location più unica che rara.
Se è vero, come scrisse Foscolo ne “I Sepolcri”, che una civiltà che non rispetta i morti non merita di sopravvivere, di certo una civiltà matura e progredita si misura da come cura e rispetta i moribondi. A volte la dignità delle persone morenti soccombe cedendo il passo alla (o – nella migliore delle ipotesi – è messa in ombra dalla) mera professionalità sanitaria, quando presente. A volte, professionalità e competenza poco si conciliano con umanità e compassione.
Al dolore del distacco da una persona cara malata o che non può più vivere in famiglia, spesso si accompagna la frustrazione e il senso di impotenza di non poterle offrire un luogo e una qualità di vita analoghi a quelli familiari. 
Diceva San Camillo de Lellis, fondatore dell'Ordine dei Chierici Regolari Ministri degli Infermi (Camilliani), istruendo i confratelli su come andassero trattati gli ammalati: "Quando vi dedicate agli ammalati, mettete più cuore in quelle mani!".
Ecco, nelle mani della dirigenza, del personale medico, infermieristico, degli operatori sanitari, dei dipendenti e del personale tutto della struttura sanitaria Universo, vi è sì competenza, ma soprattutto cuore, umanità, rispetto della dignità e attenzione alla persona. Vi è soprattutto empatia, compassione, condivisione. A quelle mani che hanno accompagnato, coccolato, rispettato gli ultimi giorni della nonna e che abbiamo constatato continuano ad accompagnare, coccolare, rispettare tutti gli ospiti della struttura, è possibile affidarsi, certi di trovare per sé o per i propri cari un tocco umano che – per certi versi e in particolari condizioni di vita – vale più di una cura sanitaria adeguata. Qui la professione assume il ruolo prioritario di missione. In tutti.
Tutto ciò rende più lieve e sopportabile accompagnare un caro nel transito dalla vita alla Vita, o almeno questo è quanto è accaduto a noi.
Non è comune. Non è usuale.
Quanto abbiamo vissuto con la mia famiglia e gli ultimi momenti donati alla nonna, mi fanno dire che c’è ancora una speranza per la nostra terra perchè esempi come quello della struttura Universo che coniugano competenza, umanità e rispetto per la dignità della persona nel passaggio più delicato e fragile della vita, rendono ancora oggi vero e attuale il giuramento di Ippocrate. Prestato da medici e chirurghi, nella struttura Universo il giuramento viene assunto come stile di vita da tutti e diventa cifra professionale, attraverso quella misericors latina che rende la compassione umana virtù declinata quotidianamente.

Autore: 
Maria Teresa Marzano
Rubrica: 

Notizie correlate