A volte ritornano

Mar, 21/05/2013 - 17:16

Si pensava fosse solo una città leggendaria, accomunata al mito dell'antica Atlantide…Heracleion (Thonis per gli Egiziani), dai sontuosi palazzi e dai rilucenti edifici di culto, superba di monumenti e di altre sorprendenti bellezze da “Le mille e una notte”, centro nevralgico del commercio internazionale tra il Nilo e il Mediterraneo. E si diceva di lei che fosse sprofondata nel Mediterraneo (un maremoto?) circa 1800 anni fa, così come Ogigia ed Atlantide, ancora incerte di reale esistenza  come di ubicazione…Ma ecco che, nell'anno  2000, l'Istituto europeo per l'archeologia subacquea (IEASM), sotto la direzione di Franck Goddio, opera l'incredibile scoperta. A circa 300 metri sotto il livello del mare, in località Abukir  (Alessandria d'Egitto), dal fondale sabbioso cominciano ad emergere manufatti d'ogni tipo ascrivibili all'antica città: iscrizioni scolpite nella pietra, monete d'oro, gioielli, santuari, centinaia di piccole statue di divinità egizie, un'enorme scultura in pietra. è il dio Hapi, personificazione del Nilo, benevolo nelle feconde inondazioni nel basso Egitto ma anche irascibile nelle sue  piene cruente da  gestire ed incanalare con enorme sudore. Il mondo moderno “sprofonda”, quello antico riemerge… Un monito per il primo? Le ricerche continuano, sempre più febbrili e paghe di ulteriori, continue scoperte, gli occhi del mondo su Abukir.

Autore: 
Daniela Ferraro