Vorremmo essere solo un paese che sorride

Dom, 29/09/2019 - 16:00

Per una persona di Siderno come me lo Studio Radiologico è sempre stato un vanto. Ho sempre provato un moto di orgoglio quando qualcuno, soprattutto se proveniente da fuori Regione, mi ha detto di essere venuto a Siderno perché solo allo Studio Radiologico si sarebbe potuto sottoporre a determinate analisi. Certamente rappresenta una delle aziende al top nel proprio settore, e anche una delle più importanti del mio paese, considerato che ci lavorano più di cento persone. Fatte le dovute proporzioni, non temeremmo smentita se dicessimo che si tratta di una piccola Fiat.
Sono affezionato ai titolari e ai lavoratori, anche se la struttura è legata ad alcuni momenti di sofferenza della mia vita e rappresenta pertanto un luogo di dolore. Nonostante questo, lo Studio Radiologico rimane un edificio in cui si può sperimentare una medicina di serie A, una vera e propria oasi nel deserto di un territorio abituato a barcamenarsi tra gli ultimi posti in Europa per la qualità dei servizi sanitari erogati. Lo Studio Radiologico ha una storia di crescita aziendale unica nel proprio genere, che gli ha permesso di portare nella Locride una sanità di eccellenza.
Eppure, a causa di un destino beffardo accanitosi contro il nostro paese, che grazie alla forza delle persone ha più volte dimostrato di poter offrire una buona qualità della vita nonostante le ingerenze della criminalità organizzata, anche lo Studio Radiologico subisce oggi l’accanimento di uno Stato cieco, che non ha mai voluto cercare la soluzione al male ma si è sempre limitato a condurre una sommaria repressione nei confronti di tutti, mafiosi e gente per bene senza distinzioni, nella convinzione che ognuno di noi debba pagare la colpa di pochi, che i cittadini onesti non siano vittime di un mostro senza anima, ma conniventi.
Questo mi fa rabbia: non avere nessuno che dall’alto delle istituzioni sia in grado di vedere la realtà di un paese che sta morendo, che cerchi le soluzioni per dare sviluppo, per guarire un malato, che sia in grado di donare qualcosa a questo territorio anziché schiacciarlo sotto il tacco della repressione.
E dire che vorremmo solo tornare a essere un paese che sorride, un paese che cresce e che non deve preoccuparsi di altri cento disoccupati creati da uno Stato repressivo e distratto…

Autore: 
Rosario Vladimir Condarcuri
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