Zavettieri e Zampogna sulle dichiarazioni di Beppe Sala

Lun, 13/07/2020 - 12:00

Dopo le dichiarazioni del Sindaco di Milano Beppe Sala saremmo caduti nello sconforto se solo non conoscessimo già il suo pensiero.
L’ipotesi di Sala di riconsiderare in qualche modo nel 2020 il concetto di “gabbie salariali” ci fa ripiombare ad un livello di arretratezza culturale inaccettabile, oltre a far emergere inequivocabilmente una mentalità para-coloniale e arretrata che, in modo trasversale, i partiti che operano al nord hanno nei confronti del Mezzogiorno.
A rafforzare questo concetto basti ricordare l'esultanza di Sala e Zaia per il finanziamento miliardario concesso alle olimpiadi di Milano e Cortina aggiuntosi ai precedenti 18 miliardi di euro per l'Expo, a fronte di “zero finanziamenti” ad esempio per le Universiadi di Napoli. Se ciò non bastasse, negli scorsi anni, abbiamo visto Maroni della Lega apprezzare “ad arte” l'operato di Gentiloni Presidente del Consiglio dei Ministri PD e potremmo citare decine di altri trasversalismi, dimostrando plasticamente che i sovranisti ed i partiti di sinistra non si odiano e neppure si avversano. Non quando si tratta di praticare la politica del “prima il nord” o del “solo il nord”.
Qualcuno ha addirittura teorizzato l’esistenza del Partito Unico del Nord (PUN) che avrebbe mostrato la sua performance migliore in occasione del referendum del Lombardo-Veneto del 22 ottobre 2017, in cui partiti di destra e di sinistra hanno espresso pieno sostegno alla proposta di “autonomia differenziata”. Proposta che tradotta in soldoni non si baserà sul riconoscimento delle reali capacità fiscali, dei fabbisogni e della solidarietà nelle diverse aree territoriali ma, in modo truffaldino, così come già stabilito, punterà a far passare gli attuali standard registrati localmente come “Livello Essenziale delle Prestazioni Sociali”, cioè il riconoscimento per i futuri finanziamenti con le proporzioni di quello che c’è già, poco o “zero” che sia, aumentando di anno in anno la forbice della disparità sociale già enorme fra Nord e Sud.
È appena il caso di evidenziare le diverse condizioni fra le Aree del Paese nei principali settori di intervento statale: welfare e sanità, infrastrutture. Prendendo spunto dal libro “Zero al Sud” del giornalista Marco Esposito, sottolineiamo (coscienti di riportare un esempio eclatante) l’erogazione annuale effettuata dallo Stato per il sostegno agli asili nido: 9 milioni di euro per il comune di Reggio Emilia; solamente 90 mila euro (100 volte di meno!) per il comune di Reggio Calabria, nonostante quest’ultimo sia addirittura un comune più grande e popoloso.
Anche la recente previsione di spesa del Governo, richiesta dall’Europa per il nuovo piano di investimenti, stando ai principali quotidiani nazionali, individuerebbe l’84% dei fondi per la realizzazione di opere pubbliche ed infrastrutture al Nord Italia e appena il 16% di queste risorse per le sole progettazioni relative ad infrastrutture del “Sud” che evidentemente non potranno essere realizzate (quindi inutili!) per mancanza di copertura finanziaria, per di più, di questa piccolissima fetta, solo il 2 % verrà destinato alla Calabria.
Per tornare allo spunto fornitoci dal Sindaco di Milano, in merito ai compensi da lavoro dipendente, vorremmo rammentargli che nella maggior parte dei casi lo stipendio di chi lavora al nord è già più alto rispetto al sud. Nel Mezzogiorno d’Italia infatti, a livello sindacale, esiste solamente la Contrattazione Nazionale che accomuna tutto il Paese ma non vi è alcuna traccia di Contrattazione Aziendale e Contrattazione Territoriale che invece consentono il riconoscimento di compensi aggiuntivi ai lavoratori delle realtà produttive settentrionali.
Se poi consideriamo che il costo della vita al nord è più caro solo per i servizi, gli svaghi ed i lussi di cui il Sud è carente e, di contro, la concorrenza del marcato e la base produttiva prevalenti al nord consentono loro di avere prezzi molto più vantaggiosi per l’acquisto dei beni di prima necessità, ci rendiamo conto che l’esternazione del primo cittadino di Milano, così come se l’avesse proferita chiunque altro, è una insulsaggine dalla quale prendere le distanze!

I Consiglieri Metropolitani di Reggio Calabria
Pierpaolo Zavettieri e Giuseppe Zampogna

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